ALTRA TEGOLA PER MANDORLINI
OBBADI, STOP DI QUATTRO    <br/>SETTIMANE

OBBADI, STOP DI QUATTRO
SETTIMANE

Quattro settimane di stop. Questa è la prognosi per Mounnar Obbadi, uscito domenica al 10' nella gara contro la Fiorentina dopo la ricaduta del problema muscolare al flessore della gamba sinistra.Un'altra tegola pesantissima per Mandorlini che perde un giocatore fondamentale in questo momento delicato.
IL CENTROCAMPISTA IN UN INCUBO
ULTIM'ORA: ANCORA    <br/>UN INFORTUNIO PER SALA

ULTIM'ORA: ANCORA
UN INFORTUNIO PER SALA

Ancora un infortunio per Jacopo Sala che iniziava a vedere la fine del tunnel. Per la terza volta in questa stagione che per lui in pratica non è mai iniziata, il centrocampista si è procurato un malanno muscolare.Per lui si parla di una lesione distrattiva al retto femorale sinistro.
IL COMPLEANNO DEL GRANDE CAMPIONE
I FAVOLOSI ANNI 70     <br/>DI ZIGO-GOL

I FAVOLOSI ANNI 70
DI ZIGO-GOL

Ribelle, geniale, rivoluzionario, play-boy, campione, incompreso. E mille altre cose. Avrebbe voluto morire al Bentegodi. "Così mi intitolavano lo stadio". Simbolo di una generazione che tifava Hellas Verona prima dello scudetto di Bagnoli, di Elkjaer. Il 25 novembre 1944 nasceva a Oderzo, nel Trevigiano, Gianfranco Zigoni, il giocatore più amato dai veronesi.Un amore, come tutti gli amori, contrastato, mai lineare, pieno di incomprensioni ma anche di comprensioni. Zigo-gol è stato croce e delizia, amore e morte di una tifoseria che per lui ha delirato, perdonandogli tutto e facendolo diventare un mito al di là dei meriti calcistici (pochi) ma comprendendo che il suo enorme talento andava difeso a prescindere.BUON COMPLEANNO. Oggi Zigoni compie 70 anni. E' ancora un guascone e quando lo chiami ti parla ancora di Pelè come il suo termine di paragone. Lui e Pelè, cioè il più forte giocatore del mondo e forse di tutti i tempi, come linea di demarcazione per capire chi è Zigoni. "Quando giocai un'amichevole contro il Santos" racconta "vidi giocare la perla nera e pensai di mollare il calcio. Non sopportavo l'idea che ci fosse uno più forte di me sulla terra. Poi Pelè sbagliò un rigore e pensai che anche lui era umano. Così continuai a giocare a calcio".LUI E GARONZI. A Verona Zigoni trova la maturità, trova Garonzi che lo pungola, trova Valcareggi, trova soprattutto una squadra che lo coccola e lo sopporta. Da Nanni a Mascetti a Livio Luppi: non è facile avere vicino uno come il Zigo. E invece quella squadra lo protegge, persino lo induce a scherzare. Come quando gli dicono che non sarebbe stato capace di andare in panchina vestito con una pelliccia per l'esclusione dai titolari di Valcareggi. "Scommettemmo con lui" dice Franco Nanni "vediamo Zigo se hai il coraggio di metterti la pelliccia...". Zigo lo ebbe. Mise la pelliccia e quella foto fece il giro del mondo. Lui con la pelliccia in panchina. Ma aveva vinto la scommessa. Garonzi lo amava come un figlio. I giorni del rapimento furono una sofferenza devastante per Zigo. Anche se Garonzi era abilissimo a mettere davanti obiettivi impossibili per Zigoni e il rapporto tra i due, soprattutto quando si trattatava di firmare i contratti, era quantomeno burrascoso.CHI E' STATO ZIGONI. Oggi le nuove generazioni fanno fatica a capire chi è stato Zigoni. Il conformismo è oggi Balotelli, mentre Zigo era figlio dei suoi tempi, del ribellismo del '68 e di quello che poi sfociò nei durissimi anni '70. Allora era veramente "contro" avere i capelli lunghi, le basette, la barba. E Zigoni, ovviamente aveva tutto. Zigo è parente stretto di George Best, di cui abbraccia solo gli aspetti esteriori e non il senso di autodistruzione. E' un poeta, un santo, un navigatore, uno che avrebbe potuto e mai voluto. Un grande talento inespresso, un genio del pallone, mai compreso. O Forse compreso solo per uno spicchio di vita, a Verona. Matti come lui.IL RANCORE DEI NOSTRI GIORNI. Ad un simile genio si concede tutto. Anche oggi Zigoni vive ribellandosi. Da tempo non viene più a Verona, ha disertato la festa dei 100 anni. E' arrabbiato e ce l'ha soprattutto perchè il Verona non ha concesso una chance a suo figlio Giammarco. "Che per fortuna" dice "non mi assomiglia per niente. Ha preso tutto da sua mamma...".GIANLUCA VIGHINI
GRANDE APPUNTAMENTO GIOVEDI' SERA AL BENTEGODI
ITALIA-OLANDA, BIGLIETTI     <br/>GRATIS ALL'HELLAS STORE

ITALIA-OLANDA, BIGLIETTI
GRATIS ALL'HELLAS STORE

Sarà una grande partita, che potrebbe regalare all'Italia una qualificazione storica. Giovedì si gioca al Bentegodi Italia-Olanda di calcio femminile. La nazionale di cabrini potrebbe qualificarsi per la fase finale che si giocherà in Canada.Nell'Italia giocano ben cinque giocatrici che militano nell'Agsm Verona.La gara è stata presentata oggi, presente anche il direttore generale del Verona Gardini."La fortuna è che questa partita non ha un costo di biglietto (disponibili all'Hellas Store, ndr), la gente sarà perciò invogliata a vedere le nostre campionesse. Credo che possa essere uno spettacolo molto bello, l’importante è che la Nazionale italiana femminile raggiunga l’obiettivo e Verona deve dare una mano in questo senso" ha annunciato Gardini.
GRANDE APPUNTAMENTO GIOVEDI' SERA AL BENTEGODI
ITALIA-OLANDA, BIGLIETTI     <br/>GRATIS ALL'HELLAS STORE

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GRATIS ALL'HELLAS STORE

Sarà una grande partita, che potrebbe regalare all'Italia una qualificazione storica. Giovedì si gioca al Bentegodi Italia-Olanda di calcio femminile. La nazionale di cabrini potrebbe qualificarsi per la fase finale che si giocherà in Canada.Nell'Italia giocano ben cinque giocatrici che militano nell'Agsm Verona.La gara è stata presentata oggi, presente anche il direttore generale del Verona Gardini."La fortuna è che questa partita non ha un costo di biglietto (disponibili all'Hellas Store, ndr), la gente sarà perciò invogliata a vedere le nostre campionesse. Credo che possa essere uno spettacolo molto bello, l’importante è che la Nazionale italiana femminile raggiunga l’obiettivo e Verona deve dare una mano in questo senso" ha annunciato Gardini.
L'INTERVENTO DEL DG
Gardini: Preccupati?    <br/>Ci sta perdere...

Gardini: Preccupati?
Ci sta perdere...

"Momento difficile? Non credo proprio, la squadra sta facendo bene. La sconfitta con la Fiorentina ci poteva anche stare, non dimentichiamoci che abbiamo pareggiato 2-2 fuori casa con l’Inter. Le partite sono tutte complicate e difficili: ci sono quelle che riescono bene e quelle che invece riescono male". CosìGiovanni Gardi dg del Verona ha commentato la sconfitta a margine della presentazione della gara Italia-Olanda di calcio femminile che si giocherà giovedì 27 novembre a Verona. SALVEZZA PRIMA POSSIBILE. Ha continuato Gardini: "Noi dobbiamo partire da un presupposto che è quello di arrivare alla salvezza il prima possibile, e su questo siamo in linea. Dire ‘non è un momento facile’ va riferito in relazione a quello che ognuno si aspetta, all’obiettivo che si ha in testa. Il rammarico c’è, ovviamente, perché si spera sempre di fare di meglio, però non perdiamo di vista la dimensione della realtà. Se così non fosse allora vorrebbe dire che le sconfitte ci insegnano poco e che le vittorie ci portano dove non ci devono portare".ORA IL SASSUOLO. "Ci sono ancora tante partite, adesso andiamo a giocare a Sassuolo, ma dobbiamo saper guardare dentro i risultati, leggere dentro le prestazioni, capire quali possono essere gli errori e i pregi della squadra. Dobbiamo fare tutto questo sempre con molto equilibrio e razionalità".
AL GALÀ TRIVENETO
MANDORLINI: QUESTA    <br/>È CASA MIA

MANDORLINI: QUESTA
È CASA MIA

Si chiama Galà del calcio Triveneto e Andrea Mandorlini ha ricevuto per il secondo anno consecutivo il premio come migliore allenatore. Sul palco del teatro comunale di Vicenza il mister ha spiegato: "il lunedì è sempre una giornata particolare per noi allenatori. Io sono un po' fatalista e ripensando alla mia carriera credo che il Triveneto sia proprio casa mia. Ho finito la carriera a Udine, ho iniziato ad allenare a Trieste, sono stato a Padova e a Vicenza e ora questi quattro anni a Verona. Direi che qui è proprio casa mia".
RICONOSCIMENTO
MORAS CAMPIONE DI VITA    <br/>IL PREMIO DELL'USSI

MORAS CAMPIONE DI VITA
IL PREMIO DELL'USSI

Sarà Evangelos Moras il prossimo campone della vita e dello sport dell'Ussi, l'unione della stampa sportiva italiana. Lo ha annunciato a Vicenza il presidente veneto dell'ussi Alberto Nuvolari. "Leggere che Moras è volato in Australia per donare il midollo al fratello ci ha fatto capire che campione sia e non solo in campo" ha spiegato Nuvolari.
A VICENZA
MANDORLINI E TONI    <br/>PREMIATI AL GALÀ

MANDORLINI E TONI
PREMIATI AL GALÀ

Andrea Mandorlini e Luca Toni premiati al Galà del calcio Triveneto organizzato dallAic di Damiano Tommasi. Mandorlini è venuto personalmente a ritirare il premio mentre quello riservato a Toni sarà ritirato da Sandro Mazzola.
SPOGLIATOI
MONTELLA: TONI CREA   <br/>DIFFICOLTA' AD AVVERSARI

MONTELLA: TONI CREA
DIFFICOLTA' AD AVVERSARI

"E' una vittoria meritata che rileggendola con lucidità rispecchia tutte le componenti della Fiorentina, c'è stata qualità, interpretazione, voglia di vincere, talvolta imprecisione e un pizzico di sofferenza pur non concedendo grandi cose, ma è sempre così quando giochi con squadre pericolose come il Verona". Vincenzo Montella l'ha vinta cambiando modulo e uomini la partita del Bentegodi: "Abbiamo lavorato 15 giorni su in sistema di gioco diverso, avevamo il tempo per assorbirlo. Joaquin? Volevo una linea alta ed essere più offensivo con lui a destra e Alonso a sinistra e la cosa è riuscita. Il Verona? Una squadra compatta, con una base solida come l'anno scorso, un po' più forte fisicamente rispetto al passato ma che gioca sempre allo stesso modo, che può crearti difficoltà con Luca (Toni n.d.r.) perchè ancora riesce a mettere in difficoltà gli avversari e dare soluzioni importanti ai compagni, con qualche giocatore fuori ruolo ma per esigenze di infortuni".
SPOGLIATOI
MARQUEZ: DEVO E     <br/>DOBBIAMO LAVORARE

MARQUEZ: DEVO E
DOBBIAMO LAVORARE

Un solo concetto, ripetuto più volte: lavorare, lavorare e ancora lavorare, perchè questo Verona può dare molto di più. Sono le parole di Rafael Marquez al termine della partita persa in casa contro la Fiorentina: "Loro ci hanno messo in difficoltà soprattutto all'inizio del secondo tempo, ma la squadra non ha fatto male, abbiamo avuto anche delle occasioni, forse manca anche un pizzico di fortuna". Ma che momento è per Marquez e per il Verona, anche alla luce dei molti errori difensivi che stanno penalizzando il Verona: "La qualità c'è. L'unica strada è quella di lavorare per migliorarci e sbagliare meno, non ne conosco altre" spiega Marquez, con un più che discreto italiano. "Io? Anch'io devo lavorare per migliorare, come tutta la squadra".
SPOGLIATOI
MANDORLINI: A ME     <br/>IL VERONA E' PIACIUTO

MANDORLINI: A ME
IL VERONA E' PIACIUTO

"Sono contento di quello che ha fatto la squadra. Avevamo preparato un tipo di partita ma abbiamo dovuto cambiarla subito, per l'infortunio di Obbadi, però abbiamo creato occasioni, anche concesso qualcosa, un po' per demerito un po' per la qualità dell'avversario, la sconfitta non ci stava". Così il tecnico del Verona Andrea Mandorlini inquadra la sconfitta 2-1 con la Fiorentina. "Cosa non mi è piaciuto? Quei primi dieci minuti del secondo tempo dove abbiamo concesso alla Fiorentina alcune situazioni larghe sulle quali poi hanno costruito la loro vittoria, ma nel complesso abbiamo creato, abbiamo sbagliato anche qualcosa ma in generale la squadra mi è piaciuta". Mandorlini torna sull'infortunio di Obbadi, indiscutibilmente una delle chiavi di lettura del match: "Obbadi stava facendo bene, è un giocatore che riesce ad accorciare in fretta, rapido, avevamo pensato una partita e abbiamo dovuto cambiarla anche perchè avevamo degli interpreti con caratteristiche diverse. ma non abbiamo concesso tantissimo, abbiamo perso un po' di aggressività, ma ripeto, non meritavamo di perdere". Poi una spiegazione sul ruolo di Hallfredsson, utilizzato alto a sinistra, in una posizione inedita che ha tenuto l'islandese per larghi tratti fuori dal vivo del gioco: "Volevo avere più giocatori in mezzo al campo" spiega Mandorlini "e le mezze ali dovevano andare forte a prendere Pizarro, così come faceva Tachtsidis che per questo avevo liberato dai compiti difensivi, ed Emil doveva chiudere dietro e diventare la mezzala lui. Eravamo partiti bene poi abbiamo dovuto cambiare, Taxi è tornato a fare il mediano basso, Campanharo ci ha messo un po' a prendere i ritmi di gioco però in generale non abbiamo subito tanto". Chiusa sul momento, delicato: "La serie A è questa, sono parecchie partite che non vinciamo siamo lì al limite, però noi abbiamo sempre guardato al dietro che più al davanti. Oggi era una partita difficile dove però volevamo far punti, ci abbiamo provato non ci siamo riusciti e adesso dobbiamo proiettarci sul Sassuolo".
VERONA-FIORENTINA 2-1
LA DIFESA BALLA    <br/>IL VERONA CROLLA

LA DIFESA BALLA
IL VERONA CROLLA

Un dato sopra tutti. Il Verona ha preso 20 gol come il Cagliari di Zeman. Solo il Parma in serie A ha fatto peggio (30 gol presi). E' un dato preoccupante che serve a spiegare anche la sconfitta con la Fiorentina. Se la difesa balla, il Verona crolla. Questione di atteggiamento più che dei singoli. Il Verona va a folate e in certi frangenti della partita si illude di poter gestire il risultato, abbassandosi troppo e aspettando gli avversari.CAMBIO MODULO. Mandorlini ha cambiato modulo, ha schierato all'inizio un promettente 4-3-1-2 che diventava a seconda delle esigenze un equilibrato 4-4-2. Metronomo deputato a far suonare con i tempi giusti tutta la squadra era Obbadi. Il quale però dopo una manciata di minuti è dovuto uscire per un altro problema muscolare (sempre flessore sinistro, stessa gamba) e il Verona non ha più trovato le misure giuste e le giuste ripartenze.DEVASTATI SULLE FASCE. Nel frattempo Montella, sorpreso all'inizio trovava le contromisure. E la Fiorentina iniziava un martellamento incessante sulle fasce. A destra Joaquin, a sinistra Alonso, con Cuadrado a girare attorno a Mario Gomez e ad aprire varchi per Fernandez e Borja Valero. GOL SU CALCIO PIAZZATO. Ma il gol viola arriva su calcio d'angolo. Alonso è il più bravo a spizzare sul primo palo un angolo da destra e Gonzalo Rodriguez il più lesto a sbucare a due passi da Rafael. Difesa Hellas attonita e ferma.TRAVERSA DI TONI. Con Nico Lopez molto attivo però il Verona resta in partita. Ed è Toni a prendersi la squadra sulle spalle. Prima deviando un tiro al volo (traversa piena, che sfiga) e poi con lo stesso Toni straordinario a rubare palla a centrocampo e a regalare la palla dell'1-1 al contropiede di Lopez.MISTERO. Cosa succeda al Verona dopo il riposo è un mistero. Forse inconsciamente, forse no, Marquez e compagni si illudono di poter gestire i ritmi bassi del match. E' successo spesso quest'anno, troppo spesso per non essere un campanello d'allarme. A Napoli, col Milan, con l'Inter a San Siro. Ed anche con la Fiorentina. Che infatti prende campo, alza il baricentro, esalta i suoi palleggiatori e costringe il Verona a difendersi in area. Il gol è una conseguenza quasi inevitabile. Infatti sull'ennesimo traversone da sinistra, Cuadrado prende il tempo al più brutto Moras della stagione e segna il 2-1.REAZIONE MA NON TROPPO. Ti aspetti l'Hellas, ma la reazione è farraginosa. Solo Marquez su angolo crea una vera occasione da gol (parte alta della traversa deviata da un difensore viola). Mandorlini mette Lazaros e anche Saviola a dieci minuti, ma il ritmo è sempre basso, non c'è la cattiveria che altre volte ha permesso la rimonta. La Fiorentina vince e apparentemente senza fatica. NON E' CRISI MA... Il Verona non vince dal 4 ottobre (successo con il Cagliari). A 14 punti è sempre in zona tranquilla, ma la classifica si è accorciata e la zona calda è a cinque punti. Tanti ma anche pochi in serie A. Sabato si va a Sassuolo che ha vinto a Torino e che nelle ultime sei gare ha fatto dodici punti. Bisogna mantenere calma e sangue freddo, ma anche capire che altri passi falsi non si possono fare.GIANLUCA VIGHINI
INIZIO ALLE ORE 15
VERONA-FIORENTINA    <br/>PROBABILI FORMAZIONI

VERONA-FIORENTINA
PROBABILI FORMAZIONI

Verona col 4-3-3, Fiorentina col 3-5-2. Nell'Hellas Nico Lopez favorito su Lazaros e Saviola in attacco. Nei viola probabile coppia Gomez-Babacar, ma potrebbero esserci anche Ilicic o Marin.HELLAS VERONA (4-3-3) 1 Rafael; 18 Moras, 4 Marquez, 25 Marques, 33 Agostini; 8 Obbadi, 77 Tachtsidis, 10 Hallfredsson; 17 Nico Lopez, 9 Toni, 21 Juanito Gomez. A disposizione: 95 Gollini, 22 Benussi, 40 A. Gonzalez, 2 GU. Rodriguez, 16 Luna, 28 Brivio, 23 Ionita, 30 Campanharo, 7 Saviola 99 Nenè, 20 Lazaros. All.MandorliniFIORENTINA (3-5-2) 1 Neto; 15 Savic, 2 Go. Rodriguez, 19 Basanta; 11 Cuadrado, 14 Mati Fernandez, 7 Pizzarro, 20 Borja Valero, 28 Alonso; 33 M.Gomez, 30 Babacar. A disposizione 12 Tatarusanu, 4 Richards, 55 Hegazi, 40 Tomovic, 5 Badelij, 10 Aquilani, 16 Kurtic, 6 Vargas, 8 Marin, 17 Joaquin, 72 Ilicic. All. Montella.
L'OBIETTIVO DEL BOMBER
TONI, MENO DUE     <br/>DA QUOTA 300

TONI, MENO DUE
DA QUOTA 300

L'uomo dei record è pronto a tagliare un altro traguardo. Luca Toni è infatti ad appena due reti da quota 300 gol segnati in carriera nei campionati professionistici. La rete segnata a San Siro contro l'Inter lo ha portato a 298 reti e ora, uno degli obiettivi del fuoriclasse del Verona è tagliare anche questo traguardo.ABITUDINE AI RECORD. "In carriera ne ho sempre battuti molti e se li batto vuol dire che qualcosa di buono ho fatto" ha speigato Toni parlando della sua abitudine a fare cose eccezionali. Come i 20 gol della scorsa stagione, un bottino fantastico che lo portò ad un passo dal vincere la classifica cannonieri a 37 anni.LA MANCATA CONVOCAZIONE. Un'exploit che non bastò a portarlo in nazionale. Prandelli preferì prendere altre strade, Toni sarebbe servito tantissimo all'Italia. La storia ci ha detto che Prandelli ha avuto torto.LA SUA FIORENTINA. Oggi Toni ritrova la sua Fiorentina, la squadra a cui è ancora legatissimo. Ironia della sorte proprio contro la Fiorentina, Toni potrebbe battere il suo record.QUOTA 35. Superata quota 300, Luca Toni potrebbe mettere nel mirino un altro record. Le 35 reti di Ciccio Mascetti, migliore marcatore di sempre nell'Hellas. Un traguardo per scrivere per sempre il suo nome anche nella storia di questa società.
IL DIRETTORE DI GARA DI OGGI
C'E' DI BELLO, L'ARBITRO    <br/>DEL PLAY-OFF DI LEGA PRO

C'E' DI BELLO, L'ARBITRO
DEL PLAY-OFF DI LEGA PRO

C'è un dolce ricordo legato al direttore di gara di Verona-Fiorentina (stadio Bentegodi, ore 15): Marco Di Bello è stato infatti l'arbitro della gara d'andata dello spareggio play-off vinto 2-1 dal Verona. Di Bello concesse i due rigori fondamentale all'Hellas per salire in serie B. Il Verona vinse quella partita 2-0. Era il 12 giugno 2011.I PRECEDENTI. Di Bello ha 8 precedenti con il Verona. Ma questa è la prima volta in serie A. Sette gare dirette al Bentegodi, una in trasferta. Le vittorie sono state 5 (Verona-Salernitana 2-1, il 10 aprile 2011, poi appunto Verona-Salernitana 2-0 dei play-off, Verona-Sassuolo 1-0 con un rigore molto dubbio assegnato all'Hellas il 4 settembre 2011, Verona-Modena 3-1 il 30 dicembre 2012, Verona-Varese 2-0 il 9 febbraio 2013).TRE PAREGGI. Con Di Bello il Verona ha pareggiato tre volte invece: Verona-Nocerina 1-1 il 21 ottobre 2011 in B, Verona-Sorrento 1-1 l'1 dicembre 2010 in Lega Pro e infine Crotone-Verona 3-3 il 30 ottobre 2012 in B.
L'ALLENATORE IN CONFERENZA SPIEGA COME UTILIZZERA' L'ARGENTINO
MANDORLINI: VI DICO    <br/>TUTTO SU SAVIOLA

MANDORLINI: VI DICO
TUTTO SU SAVIOLA

"Saviola? E' il tormentone di quest'anno. Ogni anno ce n'è uno. Quest'anno abbiamo questo..."Mandorlini scherza, ma non troppo. Sa che le domande sul campione argentino sono quasi un obbligo. E così, durante la conferenza stampa di oggi, ha spiegato che cosa pensa di questo giocatore. PUNTINI SULLE I. "Credo che Javier sia un grande giocatore. Su questo non ci sono dubbi. A Milano ha fatto una giocata straordinaria che ci ha permesso di pareggiare. E' mio compito riuscire ad inserirlo al meglio in questa squadra. Lo sto facendo e lui è molto disponibile. Non ci sono problemi con lui. E' un ragazzo straordinario che è dentro un gruppo straordinario. A Verona sta bene. Siamo appena all'undicesima giornata. Per lui ci sarà posto".FORTE MA... "Non so cosa voglia dire forte. Ha determinate caratteristiche. Ha tempi di gioco. Ma per esempio se vi chiedo se è forte di testa voi cosa rispondete? Probabilmente no, visto che è alto 1,60. Vuol dire che è un certo tipo di giocatore che va inserito in un contesto. Non lo prendessi in considerazione credo che non avrei forzato così le cose nella gara contro il Napoli. Ripeto. Sta a me trovare le condizioni giuste per farlo giocare".
PREPARTITA
JANKOVIC, CAVIGLIA KO    <br/>FUORI GIOCO ANCHE MARTIC

JANKOVIC, CAVIGLIA KO
FUORI GIOCO ANCHE MARTIC

Mandorlini deve affrontare diversi problemi dell'ultima ora. L'ultima tegola riguarda Jankovic che ieri in allenamento in uno scontro di gioco ha subito la frattura della caviglia ed è stato già operato questa mattina. Problemi anche per Martic che non sarà della gara a causa di un'infiammazione. Fuori anche per Valoti, per una distorsione alla caviglia. Il Verona giocherà quindi con un 4-3-3 che prevede Rafael in porta- Difesa con Moras spostato a destra, Marquez e Marques centrali, con Agostini a sinistra. Centrocampo  a tre con Obbadi,Tachtsidis al rientro dopo la squalifica e Hallfredsson. In attacco, probabile l’inserimento di Gomez a destra, con Toni al centro e ballottaggio tra Nico Lopez e Lazaros a sinistra. 
FIORENTINA
Montella: Occhio al    <br/>gioco di Mandorlini

Montella: Occhio al
gioco di Mandorlini

"Il Verona ha un punto più di noi, abbiamo l’opportunità per superarli e accorciare la classifica. Sono una squadra con un’identità di gioco ben precisa, sanno colpire con i propri giocatori offensivi come Lopez e Toni. Dovremo essere bravi a contenerli”. Vincenzo Montella non ha dubbi, col Verona non sarà una partita facile. Ma l'allenatore della Fiorentina conosce bene anche il valore della sua squadra e la voglia di riscatto dopo un avvio di campionato tutt'altro che facile. "E' un momento difficile ma siamo carichi. La squadra ha le mie stesse motivazioni ed il medesimo stato d’animo. C’è grande fiducia ed ottimismo, voglia di lavorare e determinazione. Sono particolarmente sereno nell’affrontare la partita di domani. La parola d'ordine? Tornare a giocare con spensieratezza". Conferme sul ritorno dal 1' di Gomez. “Sta particolarmente bene, negli ultimi 15 giorni l’ho visto in forma come non mai. Non so se ha i novanta minuti, inizierà e poi vedremo”.
PRIMAVERA
LA BEFFA ARRIVA AL 90'    <br/>ATALANTA-HELLAS 3-2

LA BEFFA ARRIVA AL 90'
ATALANTA-HELLAS 3-2

Senza paura a Bergamo, contro l'Atalanta, da sempre punto di riferimento per i settori giovanili. L'Hellas Verona di Mister Pavanel cerca punti pesanti in trasferta, dove finora si è sempre espressa meglio che in casa. Formazione al completo per i gialloblù, con l'attacco, come sempre, affidato a Cappelluzzo e Fares, supportati da Speri.ATALANTA: Mazzini, Mora, Barba, Cavagna, Kecskes, Gatti, Napol, Pugliese, Parigi, Olausson, Lunetta. A disposizione: Favretto, Kalermo, Dossena, Di Giovanni, Marchini, Ranieri, La Vigna, Tulissi, Tentoni. All. BonacinaHELLAS VERONA: Ferrari, Perini, Tentardini, Salifù, Boateng, Boni, Bearzotti, Checchin, Cappelluzzo, Speri, Fares. A disposizione: Nervo, Moretto, Miron, Piccinini, Sall, Ocelka, Miketic, Oliboni, Dagnoni, Kazviropoulos. All. PavanelMiracolo di Ferrari al 7': il portiere esce in uscita su Lunetta e salva un gol praticamente già fatto.Al 23' tiro dai venti metri di Parigi con il pallone che finisce fuori di non molto dalla porta di Ferrari. Poche le occasioni fino a questo momento, con tanti errori da una parte e dall'altra.Gooooooooooooooooool del Verona: al 26' è Cappelluzzo a far partire un tiro preciso, seppur non fortissimo, che si è infilato nell'angolino sinistro della porta difesa da Mazzini.Al 5' del secondo tempo bel tiro da fuori di Napol. La conclusione si spegne però sul fondo senza impensierire Ferrari.Clamorosa occasione di Lunetta che al 16' del secondo tenpo si divora un gol clamoroso, a tu per tu con Ferrari. L'atalantino si fa ipnotizzare e spara addosso al portierone gialloblù che blocca facilmente a terra.Pareggio dell'Atalanta al 21' con Lunetta che, solo solo davanti alla porta, arriva prima di tutti e batte Ferrari. Disattenzione però della retroguardia gialloblù, non reattiva nella gestione di un pallone vagante in area di rigore.Il Verona prova a riportarsi avanti, al 25', con un bel colpo di testa di Fares, messo in angolo da Mazzini.Gooooooool del Verona con Pippo Boni che segna sotto misura dopo un batti e ribatti sulla linea di porta. Grandissima reazione dei ragazzi di Pavanel.L'Atalanta riesce ancora una volta a pareggiare con Napol. Al 31' è Gatti con un bellissimo lancio lungo a trovare Lunetta che di testa serve Napol. Per l'attaccante è un gioco da ragazzi battere Ferrari.Beffa al 90' per l'Hellas Verona: Ferrari e i difensori non si capiscono, ne approfitta Lunetta che, ben imbeccato in area, la tocca di sinistro e segna il 3-2.
QUI FIORENTINA
Montella: Mai visto    <br/>Gomez stare così bene

Montella: Mai visto
Gomez stare così bene

"Gomez sta particolarmente bene, come non l’avevo mai visto, anche mentalmente, anche lui fa parte di quei giocatori più rappresentativi a cui chiediamo di risollevarci in classifica. Così stamattina Vincenzo Montella nella conferenza stampa di presentazione del match di domani contro il Verona. "La coppia Babacar e Gomez? Vediamo domani, sono simili, per giocare all’esterno Babacar si deve adattare. Marin può fare la seconda punta, sta meglio, non può giocare come esterno nel 4-3-3 in Italia perché qua bisogna fare molto lavoro sulla fascia. A Verona è una grande occasione perché hanno un punto più di noi, perché dobbiamo essere determinati per essere grandi uomini come mi hanno mostrato in questi giorni. Dobbiamo essere bravi a contenere il Verona. La nostra squadra sta bene, in Europa non è che si corre di più ma si corre meglio”.
QUI VERONA
Mandorlini, ampia scelta   <br/>per battere la viola

Mandorlini, ampia scelta
per battere la viola

Buone notizie da Peschiera dove il Verona ha svolto il penultimo allenamento prima della gara di domenica contro la Fiorentina. Per il tecnico Andrea Mandorlini questa settimana ci sono solo problemi di scelte: tutti abili e arruolabili a parte Sala e Sorensen, che proseguono il recupero dagli infortuni tra palestra, cure fisioterapiche e (Sala) corsa sul campo. Domani mattina rifinitura (ore 11) rigorosamente a porte chiuse. Domenica alle 15 la partita al Bentegodi.
QUI VIOLA
Valcareggi, Viola: Serve  <br/>l'artiglieria pesante

Valcareggi, Viola: Serve
l'artiglieria pesante

“Bisogna andare a Verona arrabbiati senza fare tanta accademia e cercare di vincere”. Così Furio Valcareggi, figlio dell'indimenticato Ferruccio, allenatore dell'Italia vice campione del mondo a Messico '70 e per tre campionati, tra il '75 e il '78 anche allenatore del Verona, inquadra la sfida di domenica al Bentegodi. “La classifica della Fiorentina ha bisogno di punti, bisogna andare a Verona con l'artiglieria pesante, Babacar e Gomez davanti perchè serve una Fiorentina cattiva in area di rigore”.
LA CENA
Della Valle fa squadra   <br/>Non si può più sbagliare

Della Valle fa squadra
Non si può più sbagliare

Una cena per rilanciare la stagione dei viola. E' quella che si è tenuta ieri sera tra società, staff tecnico e giocatori della Fiorentina. La volontà di serrare le fila è del patron Andrea Della Valle, presente anche all'allenamento di oggi, a confermare la volontà della società viola di rilanciarsi in campionato cominciando proprio dalla trasferta di Verona.
QUI VIOLA
Fiorentina, Gomez dal 1'   <br/>con il cambio di modulo

Fiorentina, Gomez dal 1'
con il cambio di modulo

Potrebbe essere Mario Gomez la novità della Fiorentina anti-Verona. L'ipotesi più probabile è infatti quella di una viola col 3-5-2, con l'innesto di Basanta o Richards nei centrali difensivi, Alonso a sinistra, Cuadrado a destra, un centrocampo formato da Pizarro, Aquilani e Borja Valero e appunto l'ariete tedesco in attacco insieme a Babacar, o in alternativa con Ilicic a fare la seconda punta. Ma Montella sta provando anche il più classico 4-3-1-2 con Cuadrado e Babacar coppia offensiva e Mati Fernandez a fare da collante con il centrocampo. Il modulo che però sinora non ha ancora fatto decollare il gioco della Fiorentina.