CELEBRAZIONI
Scudetto, domenica tutti  <br/>con la sciarpa gialloblù

Scudetto, domenica tutti
con la sciarpa gialloblù

Questo il comunicato della Curva Sud per celebrare i trent'anni dal tricolore: "Quest'anno ricorre il trentennale del nostro leggendario scudetto. Negli ultimi tre decenni è stato celebrato in svariati modi ed ora il rischio di cadere nel banale è concreto. Vediamo quindi di evitarlo: nella partita del 10 maggio, a quasi 30 anni esatti dalla data... TUTTI, ma veramente TUTTI dovranno portare allo stadio la loro sciarpa gialloblù. Al cinquantunesimo minuto della partita (lo stesso della rete di Elkjaer e Bergamo) le alzeremo con orgoglio ancora una volta al cielo. Il nostro non è un invito. E' uno spunto per adempire ad un obbligo morale di ogni tifoso del VERONA. Vogliamo sia anche uno sprono per tutti dal 10 maggio in avanti per portarla sempre allo stadio, come dovrebbe essere, anche se purtroppo spesso ciò viene dimenticato. Celebriamo la ricorrenza come meglio sappiamo fare, facendo i tifosi della Squadra, di Noi stessi e di Verona".
VERSO IL DERBY
PESCHIERA: RAFAEL  <br/>TORNA IN GRUPPO

PESCHIERA: RAFAEL
TORNA IN GRUPPO

Buone notizie da Peschiera: Rafael ha recuperato dall'infortunio e ha svolto l'intera seduta con il gruppo. Continua l'allenamento differenziato sul campo per Emil Hallfredsson, così come il lavoro differenziato per Juanito Gomez. Cure fisioterapiche per Artur Ionita. Nell'allenamento mattutino la squadra ha svolto riscaldamento, circuiti di forza, trasformazione sul campo, esercitazioni tecniche e partita.Da segnalare una variazione di programma: la seduta di giovedì 7 maggio, inizialmente prevista alle ore 11 a porte chiuse, si svolgerà invece alle ore 15.30 a porte chiuse.PROGRAMMA ALLENAMENTIGiovedì 7 maggio: seduta mattutina (ore 15.30) a porte chiuseVenerdì 8 maggio: seduta mattutina (ore 11) a porte chiuseSabato 9 maggio: seduta mattutina (ore 11) a porte chiuseDomenica 10 maggio: Chievo-Hellas Verona (ore 12.30)
IL COMMENTO
FRANCO ARTURI (GAZZETTA)   <br/>TONI GIOCATORE DELL'ANNO

FRANCO ARTURI (GAZZETTA)
TONI GIOCATORE DELL'ANNO

Per Franco Arturi, opinionista della Gazzetta dello Sport, Luca Toni è il giocatore dell'anno. La penna della Gazzetta che sulla rosea ha da anni una rubrica di lettere ("Porto Franco") risponde così stamattina ad un lettore che gli chiede alcune opinioni sul campionato italiano, tra cui appunto chi per lui sia stato il giocatore dell'anno. "Il mio «più» - spiega Arturi - è Luca Toni, 17 gol (con solo tre rigori) nel Verona, in vista dei 38 anni. Mi esalta sia perché sgretola il luogo comune del vecchio-giovane sia per motivi strettamente tecnici: dispone di un campionario di soluzioni straordinarie quando sente odore di gol. Uno dei rari arieti ambidestri (guardatevi le contorsioni di quasi tutti nell’aprire il piatto per concludere dalla parte «sbagliata») e una volontà di ferro. Bravo bravo".
QUESTIONE RINNOVI
SOGLIANO-SETTI      <br/>INCONTRO IN SETTIMANA

SOGLIANO-SETTI
INCONTRO IN SETTIMANA

Il presidente Setti lo ha annunciato una settimana fa, dopo la vittoria col Sassuolo. Raggiunta la salvezza partono i colloqui per i rinnovi. Setti lo ha ribadito a Sogliano. "Sean ci vediamo la prossima settimana". Cioè questa. Il giorno non è stato ancora fissato, ma è l'inizio di una nuova fase. Finalmente si parla di futuro. Il Verona è in stand-by e tutte le componenti aspettano solo il via libera del presidente per continuare a programmare. Dal settore giovanile al marketing. Gardini ieri a precisa domanda ha risposto: "Mancano ancora quattro partite alla fine del campionato", come dire che il presidente si prenderà ancora tempo.Le posizioni in bilico sono tante. Se Sogliano non dovesse continuare si fa il nome di Romairone (anche se il vero obiettivo è Bigon, grande amico, tra l'altro, di Gardini).Pure il futuro di Mandorlini è da scrivere. C'è un contatto reale con la Sampdoria, nel cui consiglio d'amministrazione è arrivato il figlio dell'ex presidente Ruggeri. Sarebbe lui a spingere per ingaggiare Mandorlini. La priorità del tecnico pare comunque essere ancora l'Hellas. A Mandorlini piacerebbe continuare con Sogliano. I risultati sono dalla loro parte. Difficile che il tecnico si accontenti quest'anno di un contratto annuale. Per quello che ha fatto a Verona e per quello che rappresenta, merita sicuramente almeno un biennale. Gardini ha smentito ieri di poter diventare l'amministratore unico del Verona. Ma il suo sorriso alla domanda di un cronista, dimostrava che l'ipotesi non è così campata in aria.GIANLUCA VIGHINI
QUESTIONE RINNOVI
SOGLIANO-SETTI      <br/>INCONTRO IN SETTIMANA

SOGLIANO-SETTI
INCONTRO IN SETTIMANA

Il presidente Setti lo ha annunciato una settimana fa, dopo la vittoria col Sassuolo. Raggiunta la salvezza partono i colloqui per i rinnovi. Setti lo ha ribadito a Sogliano. "Sean ci vediamo la prossima settimana". Cioè questa. Il giorno non è stato ancora fissato, ma è l'inizio di una nuova fase. Finalmente si parla di futuro. Il Verona è in stand-by e tutte le componenti aspettano solo il via libera del presidente per continuare a programmare. Dal settore giovanile al marketing. Gardini ieri a precisa domanda ha risposto: "Mancano ancora quattro partite alla fine del campionato", come dire che il presidente si prenderà ancora tempo.Le posizioni in bilico sono tante. Se Sogliano non dovesse continuare si fa il nome di Romairone (anche se il vero obiettivo è Bigon, grande amico, tra l'altro, di Gardini).Pure il futuro di Mandorlini è da scrivere. C'è un contatto reale con la Sampdoria, nel cui consiglio d'amministrazione è arrivato il figlio dell'ex presidente Ruggeri. Sarebbe lui a spingere per ingaggiare Mandorlini. La priorità del tecnico pare comunque essere ancora l'Hellas. A Mandorlini piacerebbe continuare con Sogliano. I risultati sono dalla loro parte. Difficile che il tecnico si accontenti quest'anno di un contratto annuale. Per quello che ha fatto a Verona e per quello che rappresenta, merita sicuramente almeno un biennale. Gardini ha smentito ieri di poter diventare l'amministratore unico del Verona. Ma il suo sorriso alla domanda di un cronista, dimostrava che l'ipotesi non è così campata in aria.GIANLUCA VIGHINI
INTERVISTA AL DOPPIO EX
ESCLUSIVA Italiano:          <br/>"Il derby finirà..."

ESCLUSIVA Italiano:
"Il derby finirà..."

“Dopo tanti anni dico che il mio trasferimento al Genoa nel gennaio 2005 fu un grandissimo errore. Fu un peccato perché il Verona era in zona promozione a gennaio e poteva anche andare in A”. Vincenzo Italiano conosce bene Verona: quasi tredici anni passati in riva all’Adige. Bandiera del Verona, collezionerà ben 260 presenze con la maglia scaligera: attualmente è sesto nella classifica all-time. Forse anche per questo destò scalpore il suo trasferimento alla corte di Campedelli. Al Chievo rimase due anni e conquistò la promozione in A con Iachini. Per tggialloblu.it, Italiano racconta il suo passato a Verona su entrambe le sponde dell’Adige, perché domenica all’ora di pranzo ci sarà un nuovo derby da disputare:Al Verona l’esperienza più lunga della tua carriera. Cosa ti porti dietro di quegli anni?“Undici anni indelebili. Sono grato alla maglia dell’Hellas per tutto quello che mi ha dato e per tutte le emozioni trascorse con quella casacca. Ci sono state tante gioie, ma anche qualche dispiacere”. Tra l’altro sei il sesto giocatore con più presenze con la maglia scaligera: 260…“È un motivo ancor più di orgoglio. Sono felicissimo di far parte di questa classifica, insieme a mostri sacri che hanno vestito la maglia dell’Hellas”.Il ricordo più bello a Verona?“Ci sono tantissimi ricordi fantastici. Il primo che mi viene in mente è la salvezza strepitosa dopo lo spareggio di Reggio Calabria: non dimenticherò mai la folla dei tifosi che ci aspettava all’aeroporto. Come dimenticare poi la bellissima promozione con Prandelli da titolare, il primo anno in cui un allenatore mi diede fiducia incondizionata. A livello personale ricordo con piacere il primo gol in Serie A contro l’Inter davanti ad un Bentegodi pieno per il posticipo in notturna”. Il ricordo più brutto? “Ebbi un brutto infortunio che mi fece perdere il finale di stagione l’anno in A con Prandelli: mi ha fatto soffrire tantissimo quell’infortunio. Ma il ricordo peggiore fu senza ombra di dubbio il 5 maggio: retrocedere con una squadra forte come avevamo all’epoca è stato qualcosa di incredibile. Ancora adesso quando ne parlo con i miei ex compagni rimane un grande dolore per quella retrocessione”.Nel gennaio 2005 vai al Genoa. Rifaresti quella scelta? Quante responsabilità ha Pastorello?“Andai a Genova mentre la squadra stava facendo molto bene, se non sbaglio era terza in classifica. Quell’anno, all’inizio, Pastorello mi mise da parte per discorsi contrattuali ma poi rientrai in squadra, anche se mi disse che se a Gennaio fosse arrivata un’offerta importante, lui l‘avrebbe presa in considerazione. All’ultimo giorno di mercato il Genoa fece una grande proposta e si decise di fare questa scelta. A Genova giocai poco: si rivelò un trasferimento flop”. È opinione comune che il Verona senza la tua regia perse del potenziale e non andò in A…“Dopo tanti anni dico che il mio trasferimento a Genova fu un grandissimo errore: innanzitutto perché ho sofferto e ho lasciato una città come Verona dopo 9 anni, poi la squadra con la mia assenza non stava più viaggiando ad altissimi livelli. È stato un peccato perché da come ci stavamo esprimendo si poteva andare in A. Stavamo giocando un buon calcio, stavano venendo fuori le qualità dei singoli: su tutti Adailton, Behrami, che poi in futuro dimostrò tutto il suo valore, e Bogdani che stava facendo una caterva di gol”. Con il pubblico come ti lasciasti? Molti non ti perdonarono….“Non penso che il pubblico se la prese con me per il trasferimento al Genoa, perché comunque sono tornato e ho giocato altre due stagioni. Più che altro credo non sia stato digerito il mio trasferimento al Chievo. Ma l’ultimo anno al Verona ci sono state situazioni poco piacevoli, che sinceramente non voglio tirare fuori adesso dopo tanti anni. Ma sicuramente con l’Hellas, se ci fosse stata l’opportunità, sarei rimasto fino alla fine della carriera. Ho dato tutto me stesso con la maglia scaligera in ognuna delle 260 presenze, ho amato quella maglia”.Che ricordi hai degli anni al Chievo?“Mi trovai bene, a Veronello si lavora ottimamente. C’era un gruppo di lavoro consolidato, battemmo numerosi record l’anno della promozione con Iachini dalla B alla A. In quegli anni mi sono divertito tanto. Anche se non mancarono ricordi amari: la retrocessione subita sul campo neutro di Bologna contro il Catania”. Quale è la differenza più lampante tra le due piazze? A parte il numero dei tifosi…“Le pressioni sono completamente diverse. Ogni calciatore deve costruirsi da solo le proprie motivazioni però è normale che hai più stimoli se giochi in una grande piazza. Con l’Hellas, visto il folto pubblico e l’amore incondizionato dei suoi tifosi, ti senti più in discussione. Con il Chievo lavori più sereno e forse questo è uno dei segreti del Chievo, anche se alla fine per crescere al massimo serve sempre il confronto con una piazza esigente”.Qual è stata la più bella promozione dalla B alla A? Quella con il Chievo 2008 o con il Verona 1999?“L’Hellas mi ha costruito come giocatore e ho un ricordo meraviglioso perché ricevetti fiducia anche se ero giovanissimo e vincemmo il campionato senza i favori dei pronostici, fu strepitoso. Con il Chievo di Iachini invece eravamo costretti a vincere, ma fu comunque difficile perché la Serie B è sempre un campionato molto imprevedibile. Nonostante questo abbiamo mostrato un bel calcio e superato molti record”.Tra i tanti derby che hai giocato, quale ti è rimasto più impresso? “Certamente il primo derby storico in Serie A: fu spettacolare. Il calore del pubblico era impressionante, il Bentegodi era colmo: se non sbaglio fu l’unica volta dove anche le Parterre erano esaurite. Ci fu un ambiente spettacolare, anche la settimana di preparazione fu molto diversa dalle altre. Poi per noi fu eccezionale ribaltare il risultato dallo 0-2 al 3-2. Fu il derby più importante e una delle partite più belle che io abbia mai giocato nella mia carriera”.Che impressione ti ha fatto il Verona quest’anno? “Credo che il lavoro di Sogliano e Mandorlini quest’anno sia stato eccezionale. Senza dimenticare che dalla C si è arrivati alla A. In questa stagione la salvezza è arrivata in anticipo e nella massima serie è sempre difficile superare la quota 40 punti. Il Verona ha avuto un momento di difficoltà ma ne è uscito in maniera eccezionale. Il binomio Sogliano-Mandorlini sta dando ottimi risultati e mi auguro che possano continuare su questa strada”. Chi è più regista tra Obbadi e Tachtsidis?“Hanno caratteristiche differenti: Tachtsidis è forte fisicamente e tende a verticalizzare di più, Obbadi ha grande tecnica e dinamismo. Secondo me è più regista Tachtsidis proprio perché ha la capacità di verticalizzare, non a caso rubò il posto a De Rossi perché Zeman voleva come regista un giocatore con le sue caratteristiche”. II Chievo di quest’anno. Come valuti il lavoro di Maran?“Maran ha fatto bene, come sempre il Chievo riesce a salvarsi anche con grande anticipo come ha fatto quest’anno. Maran ha rispolverato e dato fiducia al mio carissimo amico Pellissier, che reputo sia uno dei giocatori più forti con cui ho giocato e possiede uno straordinario attaccamento alla maglia. Sono contento anche per loro che abbiano superato momenti di difficoltà e che abbiano mantenuto la categoria”. Quale centrocampista del Chievo ti ha colpito di più?“Mi piace molto Radovanovic, apprezzo molto i giocatori come lui che oltre a difendere sanno impostare e non disdegnano spingersi in avanti e provare la conclusione da fuori. Il serbo rispecchia al 100% queste qualità”. Capitolo Calcioscommesse. Vuoi dire qualcosa a riguardo? “No, per fortuna è tutto finito. Non ne voglio più discutere. Ho sofferto, sono stato male per questo, ma ci ho messo una pietra sopra. Adesso sono felice di poter lavorare ancora nel mondo del calcio”.Per il futuro vorresti fare l’allenatore?“Ho fatto per tre mesi il vice allenatore a Venezia, e sono rimasto a collaborare per il resto dell’annata. Adesso sto studiando per fare l’allenatore: è questa la strada che cercherò di percorrere, è qualcosa che ho coltivato e sto cercando di seguire perché mi piace”. Eri a Venezia con Dal Canto. Esperienza completamente negativa?“Purtroppo è stato esonerato. La situazione non era delle migliori. Con l’ambiente non aveva legato tantissimo però sono stati mesi intensi dove ho imparato tanto. Sono rimasto perché la società mi ha chiesto di collaborare come osservatore. Sto ampliando il mio bagaglio personale”. Pronostico per il derby di domenica? “Gli ultimi derby in Serie A sono stati sempre equilibrati, si sono risolti da un guizzo: da Lazarevic a Toni fino a Paloschi. Regna l’equilibrio e sinceramente spero vinca il migliore, tanto ormai sono salve entrambe, spero che ci si possa divertire e vedere una partita divertente. Credo che il derby finirà con un pareggio. Pronostico secco? Dico X”.LUCA VALENTINOTTI
OSPITE DI RADIO BELLA E MONELLA
GOMEZ: "DERBY? CONTA    <br/>SOLO VINCERE"

GOMEZ: "DERBY? CONTA
SOLO VINCERE"

“La sfida con il Chievo? Ci stiamo preparando bene, abbiamo ripreso ad allenarci dopo la sconfitta con l’Udinese. Con il Chievo non sarà una partita come le altre, è una stracittadina e in queste gare non conta giocare bene, conta vincere". Juanito Gomez scalpita: vuole giocare il derby di domenica. Intervenuto a "Radio Bella e Monella" l'attaccante argentino ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: " Ci stiamo preparando per raggiungere quell’obiettivo. Saremo carichi e molto concentrati per fare bene, bastano poche parole perché il derby lo vogliamo vincere assolutamente, anche per riscattare quanto successo all'andata. Non temo il Chievo, ma ho tanto rispetto: sono tanti anni che sono in Serie A, sono organizzati ed è difficile fargli gol. Proveremo in tutti i modi a vincere”.Al momento non è nelle migliori condizioni fisiche ma Juanito proverà a giocare il derby: "Ora mi sento bene, molto meglio rispetto a mercoledì quando mi sono infortunato nel prepartita a Genova. Sto facendo di tutto per tornare ad allenarmi col gruppo il prima possibile. Cercherò di essere a disposizione per il match contro il Chievo. I dottori sono fiduciosi e lo sono anche io, proverò a fare di tutto per esserci, è una partita importante che tutti vogliono giocare. L’importanza dello scudetto del Verona? E’ una storia molto importante, appena arrivi in città la gente te lo fa subito capire. Quando sono ospite dei calcio club i tifosi mi fanno sempre vedere le immagini delle partite e dei calciatori di quell’annata. E' la gente che ti fa sentire l’importanza di questo scudetto”.Non potevano mancare parole al miele per Toni e Mandorlini: “Il mio rapporto con Mandorlini è ottimo, se sono qui lo devo anche a lui che mi ha voluto, in 4 anni abbiamo fatto cose importanti per la squadra e per la città. Luca Toni capocannoniere? Proviamo tutti a dargli una mano, a lui non ci vuole tanto, il gol ce l’ha dentro. Se lui vince la classifica marcatori, per noi vuol dire che arriveranno altri punti. Il gol alla Juve allo scadere? E’ stata un’emozione incredibile, segnare gol all’ultimo minuto e vedere lo stadio che esplode, l’allegria della gente… Non riuscivo a capacitarmene, non dimenticherò mai quella sensazione”.Infine non dimentica le sue origini: "Sono partito dall’Argentina con la speranza che ha ogni ragazzo, quella di giocare nel calcio che conta. La strada è lunga e piena di difficoltà, all’inizio quando sono arrivato in Italia è stato difficile, non conoscevo lingua e cultura, poi ho conosciuto due ragazzi argentini che mi hanno aiutato, la strada così è stata più in discesa. Ricordo la prima rete con il Ferentino, in Serie D, è stata una grande emozione. Ringrazio il mio primo presidente, Giampiero Vellucci, che ha creduto in me. L'inizio con il Verona? Non è stato come me l’aspettavo, arrivavo dal Bellaria, dalla C2, con un pubblico di mille persone e sono arrivato in una piazza da sogno, con uno stadio sempre pieno. Subito avevo delle difficoltà a trovare spazio e dopo un anno e mezzo sono dovuto ripartire da Gubbio per fare esperienza: è stata dura andare via e scendere di categoria, ma penso che sia stata la mia fortuna perché ho trovato una società e un allenatore che mi hanno dato fiducia e sono riuscito a esprimermi bene, sia individualmente sia con la squadra. Poi sono tornato qui ed è stato tutto molto bello. Non sapevo quanto sarebbe durata visto la mia esperienza passata, poi Mandorlini e il presidente Martinelli mi hanno convinto a restare, mi dissero che avremmo fatto grandi cose e così è stato”.
DOPO I CARTELLINI
TRE SQUALIFICATI  <br/>SALTANO IL DERBY

TRE SQUALIFICATI
SALTANO IL DERBY

Il Giudice Sportivo, Gianpaolo Tosel, ha squalificato per una giornata i calciatori gialloblù Leandro Greco, Rafa Marquez e Jacopo Sala. Greco, già diffidato, è stato ammonito "per comportamento scorretto nei confronti di un avversario". Marquez e Sala hanno ricevuto entrambi un cartellino rosso "per essersi resi responsabili di un fallo grave di giuoco". Tutti e tre non saranno a disposizione per la prossima sfida Chievo-Hellas Verona.
PESCHIERA
HALLFREDSSON E RAFAEL    <br/>SULLA VIA DEL RECUPERO

HALLFREDSSON E RAFAEL
SULLA VIA DEL RECUPERO

Continua la marcia d'avvicinamento al derby di domenica in programma all'ora di pranzo. A Peschiera, la squadra agli ordini dell'allenatore Andrea Mandorlini, ha svolto riscaldamento, lavoro atletico e possesso palla.Da segnalare miglioramenti sia per Emil Hallfredsson che per Rafael: tutti e due hanno svolto lavoro differenziato sul campo. Mentre continuano le cure fisioterapiche, abbinate a del lavoro differenziato, per Juanito Gomez. Solo cure fisioterapiche per Artur Ionita.PROGRAMMA ALLENAMENTIMercoledì 6 maggio: seduta mattutina (ore 11)Giovedì 7 maggio: seduta mattutina (ore 11) a porte chiuseVenerdì 8 maggio: seduta mattutina (ore 11) a porte chiuseSabato 9 maggio: seduta mattutina (ore 11) a porte chiuseDomenica 10 maggio: Chievo-Hellas Verona (ore 12.30)
PROGETTO GIOVANI
HELLAS ACADEMY  <br/>TAPPA A ROVIGO

HELLAS ACADEMY
TAPPA A ROVIGO

Continua il progetto Hellas Academy: questa volta si è fatta visita alla società affiliata del ASD Rovigo LPC, che ha ospitato presso i suoi splendidi impianti sportivi gli allenatori qualificati del Settore Giovanile dell'Hellas Verona FC Andrea Marconi, Alberto Saccuman e Marcello Tavella. Un allenamento di circa due ore insieme ai ragazzi delle squadre Giovanissimi 2001 ed Esordienti 2002, felici di vivere una seduta ludico-formativa e vogliosi di imparare grazie ai consigli dei gialloblù. Tanta partecipazione da parte della società amica, che ha deciso di investire sull'Hellas Verona per un futuro insieme ai gialloblù.
LA FESTA PER IL 30' DELLO SCUDETTO
GARDINI: VITTORIA      <br/>TRICOLORE È UNICA

GARDINI: VITTORIA
TRICOLORE È UNICA

"Maggio è un mese importante per il Verona, vogliamo ricordare la scudetto del Verona, un traguardo che resta unico nel panorama italiano". Così il direttore generale Giovanni Gardini ha aperto la conferenza stampa (nella nuova sala meeting in via Belgio) per le manifestazioni che ricorderanno lo storico scudetto conquistato dal Verona nel 1984-85."La cosa che ci fa più piacere" ha aggiunto Domenico Penzo, presidente degli ex calciatori Hellas Verona "è la collaborazione con la società". Penzo ha annunciato l'organizzazione di una grande cena benefica per il 19 maggio alla Gran Guardia. Seicento i posti disponibili. I biglietti costeranno 55 euro. L'incasso sosterrà l'attività con i bambini palestinesi degli ex gialloblù e l'associazione Noi per Lorenzo.
ESCLUSIVA
MANDORLINI DEVE RESTARE?       <br/>PAROLA AGLI ALLENATORI

MANDORLINI DEVE RESTARE?
PAROLA AGLI ALLENATORI

Futuro incerto per il Verona: Sogliano, Gardini e Mandorlini sono tutti in scadenza. Arrivati al 5 maggio non è ancora chiaro quale Verona, nelle figure cardine, vedremo il prossimo anno. Uno dei nodi gordiani riguarda l’allenatore e il suo staff: verranno riconfermati? La redazione di tggialloblu.it ha intercettato allenatori, al di fuori del mondo Hellas, per darci un’opinione su Mandorlini e il Verona. Queste le risposte di Francesco “Ciccio” Graziani, Walter Novellino, Mario Beretta e Nedo Sonetti:Il Verona si è salvato con grande anticipo. Una valutazione di quest’anno?CICCIO GRAZIANI: “Forse poteva fare anche meglio: la società aveva preso giocatori importanti ma non è bastato per ripetere l’anno scorso. Comunque la salvezza è arrivata e l’obiettivo più importante è stato raggiunto, forse si sperava in qualche punto in più, però la salvezza è stata messa in cassaforte”. WALTER NOVELLINO: “Gli obiettivi sono stati raggiunti. Il DNA calcistico di Mandorlini, e il suo credo, è il 4-3-3 ma quest’anno ha variato molto sul 3-5-2. Vuol dire che è migliorato molto anche dal punto di vista della flessibilità. Quest’anno Andrea ha fatto un grandissimo lavoro”. MARIO BERETTA: “Come l’anno scorso hanno fatto un ottimo campionato, credo che ormai la società si sia stabilizzata in una fascia importante. C’è stato un momento di difficoltà, ma come può succedere a tutti in ogni anno, ormai dopo il ritorno dalla B, c’è un gruppo di lavoro importante, con giocatori altrettanto importanti. Credo che la fascia del Verona sia quella media o medio-bassa, la fascia di chi non deve rischiare di lottare per la salvezza”. NEDO SONETTI: “Mandorlini ha fatto un grande campionato ma non bisogna dimenticare quanto è stato determinante avere un giocatore come Toni in squadra: un attaccante che ti sposta gli equilibri non solo con i gol, ma con la personalità e con la capacità di far salire la squadra”. Il rovescio della medaglia sono i tanti gol subiti: problema di singoli o problema gestionale?CICCIO GRAZIANI: “Non è un problema di singoli, è un problema di reparto: ci sono errori di concentrazione e disattenzione, credo che Mandorlini sia stia dedicando molto a questo aspetto. Ci sono stagioni fortunate e altre meno, faccio un esempio: la Fiorentina ha preso 43 gol, il Chievo dieci in meno. Con tutto il rispetto, se dovessi scegliere se allenare la difesa della Fiorentina o quella del Chievo, non avrei dubbi, viste le qualità vorrei allenare i viola”.WALTER NOVELLINO: “Ci può stare in certe stagioni subire tanti gol: sicuramente Andrea conosce benissimo la fase difensiva, ha lavorato anche insieme a me in passato. Forse il problema è che quest’anno ha avuto parecchi infortuni, anche in difesa, penso a Marquez che a volte non stava bene. La cosa importante, a parte i gol subiti, è la conferma che Andrea possa stare in Serie A”.MARIO BERETTA: “Sono tanti ma non contano se alla fine si riequilibrano con i gol fatti: fondamentalmente conta solo la differenza gol che porta alla cosa più importante, cioè la classifica. Poi è naturale che se non riesci a buttare la palla in rete, i gol subiti pesano come un macigno ma il Verona quest’anno ha dimostrato di saper fare gol”.NEDO SONETTI: “Difficile dare colpe così nette. Evidentemente nella fase difensiva generale si è concesso un po’ troppo. Ma alla fine conta lo scopo finale della salvezza e la squadra ha dimostrato di essere all’altezza dell’obiettivo”.Mandorlini è in scadenza. Deve essere riconfermato dalla società?CICCIO GRAZIANI: “I risultati sono dalla sua parte, credo che debba essere riconfermato. Non capisco perché stanno tergiversando in società. Se non dovesse rinnovare con il Verona, di sicuro ci sarà un’altra società che lo metterà sotto contratto. Andrea si è dimostrato molto bravo, professionale e capace”.WALTER NOVELLINO: “Quando uno lavora bene, non capisco perché non deve essere riconfermato. Aldilà che ha un carattere un po’ forte come il mio: è uno molto esigente, uno che vuole vincere, non è stato pescato dal settore giovanile ma ha fatto la sua bella gavetta. Qui in Italia purtroppo va molto di moda prendere subito gli allenatori dai settori giovanili. Io credo che la meritocrazia vada gratificata e Andrea si è guadagnato la A sul campo”.MARIO BERETTA: “Si, ha dimostrato di valere realmente questa categoria. Ha fatto un grandissimo lavoro portando la squadra dalla C alla A, esprimendo anche un buon gioco. Non era facile, soprattutto l’anno scorso, quando si era neopromossi”. NEDO SONETTI: “Queste sono sempre cose delicate e la società dovrà valutare con calma il suo operato. Mandorlini ha fatto bene in questi anni a Verona: non lo so cosa devono andare a cercare. Io terrei di buono quello che ho già in casa”. Ci può essere il rischio, dopo 5 anni, di avere finito un ciclo?CICCIO GRAZIANI: “Dipende, se c’è la volontà di fare un altro accordo e c’è una programmazione mirata non si vede come si possa cambiare: prendere un allenatore nuovo, che non conosce bene la piazza, che non conosce bene le situazioni può essere un rischio. Andrea poi ha un altro aspetto fondamentale: non è solo l’allenatore del Verona, è un tifoso del Verona. Questo dà un valore aggiunto al lavoro di una squadra. Avere un allenatore che sente di appartenere a quella squadra porta solo vantaggi perché lavora con amore e non solo con professionalità”.WALTER NOVELLINO: “Non credo. Lui ama molto Verona ed è corrisposto. Se un allenatore rimane vuol dire che è apprezzato e c’è la consapevolezza che si possa far bene. Poi è in scadenza: è un allenatore che comunque può appetire ad altre piazze, se rimane vuol dire che la voglia è come quella del primo giorno”.MARIO BERETTA: “Credo di no. Solo qui in Italia gli allenatori non durano tanto, perché siamo abituati così. Dobbiamo cambiare la mentalità: da altre parti rimangano anche dieci anni. L’importante sono le motivazioni, visto il carattere di Mandorlini quest’anno, credo che di motivazioni ne abbia ancora parecchie. Dare continuità porta sempre più lati positivi rispetto a quelli negativi, si conosce l’ambiente e si conoscono certe determinate dinamiche: l’allenatore già consolidato su una panchina parte con dei vantaggi notevoli rispetto ad un nuovo tecnico”.NEDO SONETTI: “Il rischio c’è anche nel cambiare: tu sai chi è il tuo allenatore, sai come ragiona e come conduce la squadra. Se prendi uno nuovo non puoi essere certo se sia giusto per la squadra o per la piazza. Mandorlini sta facendo bene dal punto di vista tecnico. Potrei capire un suo cambio solo se ci fossero delle problematiche caratteriali, personali o di altro genere. Tecnicamente sarebbe da riconfermare”.LUCA VALENTINOTTI
GIOVANISSIMI 2002
TRIONFO AL TORNEO  <br/>"SAN GIULIANO MILANESE"

TRIONFO AL TORNEO
"SAN GIULIANO MILANESE"

Prestazione da incorniciare per i Giovanissimi Professionisti 2002 di Alberto Saccuman, che riescono ad imporsi meritatamente al internazionale "Città di San Giuliano Milanese". Nelle gare di qualificazione i gialloblù superano un girone di ferro grazie alla vittorie per 1-0 sul Torino, all'esordio, con gol di Yeboah, che sfrutta al meglio una gran palla di Marchesini. Ancora una doppietta di Yeboah, bravo a concretizzare le occasioni create da tutta la squadra, permette ai gialloblù di imporsi sulla Cremonese. Indolore la sconfitta per 1-0 con il Monza, visto il primo posto nel girone già ottenuto.Le fasi finali del torneo vedono il Verona in semifinale con il Chievo: il derby viene risolto da Calabrese. In finale i gialloblù se la devono vedere con la Juventus uscita vittoriosa ai rigori dalla sfida con l'Atalanta. Finalissima ricca di emozioni e capovolgimenti di fronte, i gialloblù giocano a viso aperto e con grande personalità ma lo 0-0 non cambia nemmeno ai supplementari. Verona impeccabile ai rigori, si distingue Dal Castello con una super parata che sancisce la vittoria. A testimonianza della grande prestazione dei gialloblù arrivano anche i premi individuali di miglior portiere a Dal Castello e di capocannoniere e miglior calciatore della competizione a Yeboah.Torneo Città di San Giuliano MilaneseGare di qualificazioneHELLAS VERONA-TORINO 1-0 Marcatore: Yeboah.HELLAS VERONA-CREMONESE 2-0Marcatore: Yeboah (2).HELLAS VERONA-MONZA 0-1SemifinaleHELLAS VERONA-CHIEVO 1-0 Marcatore: CalabreseFinaleHELLAS VERONA-JUVENTUS 8-7 d.c.r.Risultato finale: primo posto.Capocannoniere del Torneo: Yeboah.Miglior calciatore: Yeboah.Miglior portiere: Dal Castello.
IL NOSTRO SONDAGGIO
DERBY, GARA DELLA VITA    <br/>O CHISSENEFREGA?

DERBY, GARA DELLA VITA
O CHISSENEFREGA?

Gara della vita o chissenefrega se il Verona perde "tanto il derby vero è con il Vicenza"? E' questo il tema del nostro sondaggio lanciato nella settimana che precede alla partita contro il Chievo. Serve per tastare il polso alla tifoseria del Verona dove esiste una frattura "generazionale". Per i vecchi tifosi, indubbiamente la gara con il Chievo non è molto sentita. Altre sono le partite che "contano" (Milan, Juve e ovviamente Vicenza). E poi ci sono le nuove generazioni, quelle che hanno vissuto la Lega Pro e si sono "innamorate" del Verona quando si lottava a Marcianise e a Busto, mentre il Chievo giocava magari i preliminari di Champions League. Per questi ragazzi, indubbiamente il derby con il Chievo è una gara molto sentita. Vedremo i risultati del sondaggio alla fine di questa settimana.
PROGETTO SCUOLA
PISANO: "SE MI CHIAMASSE   <br/>IL BARCELLONA..."

PISANO: "SE MI CHIAMASSE
IL BARCELLONA..."

“Siamo molto concentrati per il derby, ci teniamo a giocare bene in questa gara che è molto importante per la città, per noi e per i nostri tifosi”. Tanti sorrisi per il difensore gialloblù, Eros Pisano, che lunedì 4 maggio è salito in cattedra alla scuola primaria di Buttapietra per rispondere a domande e curiosità dei più piccoli. L’incontro rientra nell'ambito del Progetto Scuola 2014-15, promosso dal Settore Giovanile e dalla Scuola Calcio dell'Hellas Verona FC con la collaborazione della Facoltà di Scienze Motorie dell'Università di Verona.“Come ti hanno accolto i tuoi compagni una volta arrivato a Verona? E perché te ne sei andato dal Palermo?”, hanno voluto sapere i ragazzi. “Era un periodo in cui a Palermo giocavo poco” ha spiegato Pisano, “il Verona mi ha cercato proponendomi un progetto interessante e poi ero curioso, tutti mi hanno sempre parlato bene della piazza e volevo vederla con i miei occhi. E’ stata dura lasciare Palermo, lì avevo molti amici come Dybala e Vazquez. Una volta arrivato a Verona sono stato accolto molto bene. Questo è un aspetto molto importante nella vita di un calciatore, perché quando si cambia squadra si va incontro a diverse difficoltà, può essere difficile ambientarsi in un gruppo affiatato. Però a Verona ho trovato un ambiente molto bello e tanta disponibilità da parte di compagni, staff tecnico e società. Qui ho trovato una maglia da titolare, spero di poter continuare a fare bene fino alla fine della stagione”.In città si è ambientato benissimo: “Mi trovo molto bene nel Verona, visto che abbiamo raggiunto l’obiettivo stagionale, rimarrò un altro anno qui, io e la mia famiglia ci troviamo molto bene qui. Certo, se arrivasse la chiamata del Barcellona… (ride, ndr). Scherzi a parte, qui ho trovato un affetto incredibile. Mandolini ci grida spesso, ma lo fa per richiamare l’attenzione, esattamente come lo fanno le vostre maestre se vi deconcentrate”.
EX
Anche Leo Colucci per    <br/>la panchina del Bologna

Anche Leo Colucci per
la panchina del Bologna

Anche Leonardo Colucci è un candidato a sostituire Lopez per la panchina del Bologna.Colucci, ex capitano del Verona si traferì a Bologna dopo la retrocessione del 2002 ed è attualmente il tecnico della squadra Primavera. Il ko con il Frosinone ha aperto una profonda riflessione nella dirigenza rossoblu che sta vedendo sfuggire l'obiettivo della promozione diretta. In pole position per sostuire Lopez c'è comunque Delio Rossi.
VERSO IL DERBY
CHIEVO, DIFESA DI FERRO    <br/>NON PRENDE GOL DA 195'

CHIEVO, DIFESA DI FERRO
NON PRENDE GOL DA 195'

La solidità difensiva del Chievo è proverbiale. La squadra di Maran ha preso 25 gol in meno del Verona (58-33) e in classifica ha un punto in più (più 11 rispetto all'anno scorso, Verona meno 9).I clivensi non prendono gol da 195' minuti pur avendo giocato all'Olimpico contro la Lazio e a San Siro contro l'Inter. Se il Verona vuole vincere il derby dovrà fare una gara sontuosa.
HELLAS VERONA
PESCHIERA: DOMANI SI   <br/>RIPRENDE IN VISTA DERBY

PESCHIERA: DOMANI SI
RIPRENDE IN VISTA DERBY

La ripresa degli allenamenti per i gialloblù è fissata per martedì 5 maggio alle ore 16 a Peschiera. La squadra si ritroverà agli ordini dell'allenatore Andrea Mandorlini in vista della sfida con il Chievo in programma domenica 10 maggio alle ore 12.30 allo stadio "Bentegodi".PROGRAMMA ALLENAMENTIMartedì 5 maggio: seduta pomeridiana (ore 16)Mercoledì 6 maggio: seduta mattutina (ore 11)Giovedì 7 maggio: seduta mattutina (ore 11) a porte chiuseVenerdì 8 maggio: seduta mattutina (ore 11) a porte chiuseSabato 9 maggio: seduta mattutina (ore 11) a porte chiuseDomenica 10 maggio: Chievo-Hellas Verona (ore 12.30)
PARLA L'ARGENTINO
JUANITO GOMEZ OSPITE DI  <br/>RADIO BELLA E MONELLA

JUANITO GOMEZ OSPITE DI
RADIO BELLA E MONELLA

Appuntamento con Juanito Gomez. L'attaccante gialloblù, martedì 5 maggio (a partire dalle ore 19), sarà ospite della trasmissione "Questo è il Verona" in onda sull'official radio Radio Bellla&Monella.
SERIE A
STRAMACCIONI: DECISIVI  <br/>GLI EPISODI

STRAMACCIONI: DECISIVI
GLI EPISODI

"C'è stato un primo tempo molto equilibrato tra due squadre che se la sono giocata a viso aperto che hanno avuto entrambe occasioni per fare gol. Noi stavamo concedendo troppi tiri dalla distanza. Poi nel secondo tempo c'è stata subito quella grande occasione per noi con Thereau, dove è stato bravissimo Benussi che l'ha aspettato fino all'ultimo. Poi sono arrivati la superiorità numerica e lo straordinario gol di Di Natale che hanno messo la partita in discesa". Analisi di Andrea Stramaccioni che ha guidato l'Udinese alla prima vittoria al Bentegodi in serie A dopo 13 partite. "Dopo il vantaggio mi sono molto arrabbiato perchè abbiamo avuto diverse occasioni per chiuderla ma non le abbiamo sfruttate. Dobbiamo migliorare li perchè poi con un attaccante contro come Toni ogni pallone in area diventava pericoloso e per noi diventava fondamentale raggiungere il 2-0". "Gli episodi delle espulsioni? Quello di Sala dal campo mi è sembrato un intervento alla disperata su Thereau, e in questo caso il regolamento dice fallo da dietro espulsione. Poi ne possiamo parlare, della regola; l'altro quello di Marquez mi pareva più da giallo ma eravamo già in la con il minutaggio".
SPOGLIATOIO VERONA
MANDORLINI: L'ARBITRO?   <br/>OGGI HA SBAGLIATO LUI

MANDORLINI: L'ARBITRO?
OGGI HA SBAGLIATO LUI

"Forse ci stan mettendo alla prova: prima in dieci, poi in nove. Speriamo che sia finita perchè in otto sarebbe dura la prossima". Usa l'ironia per nascondere l'amarezza della sconfitta in casa contro l'Udinese Andrea Mandorlini. "Gli errori vanno accettati, ma non meritavamo di finire in nove. Sbaglio io la formazione, gli attaccanti, i difensori, si sbaglia tutti, oggi possiamo anche dire che ha sbagliato anche il sig. Cervellera. Fa parte del gioco". "Cos'ho detto all'arbitro a fine partita? Complimenti sei stato bravo hai fatto una grande partita. Penso che ironicamente si possa accettare visto quante ne subiscono gli allenatori, i giocatori. I lamenti di Pozzo in settimana? Non lo se hanno condizionato ma ogni società si comporta con crede, noi in questo siamo diversi. Noi siamo arrabbiati per questa partita che è stata condizionata in maniera forte dall'arbitro". "Pinzi davanti alla difesa? Ma oggi non ci ha disturbato il bianconero, ci ha disturbato il verde..." ha detto Mandorlini, riferendosi alla casacca indossata dall'arbitro Cervellera.
SERIE A
VERONA, MANCA UN RIGORE    <br/>PER IL MANI DI DANILO

VERONA, MANCA UN RIGORE
PER IL MANI DI DANILO

Altro errore contro il Verona. Nel fotogramma l'attimo sfuggito alla terna arbitrale oggi al 42' del secondo tempo della gara tra Verona e Udinese. E' la chiusura di Danilo su Agostini, che stava cercando di dare l'assist a Toni. Evidente il tocco di mano (con il braccio staccato dal corpo) del difensore bianconero con il pallone a causa di quel tocco rimbalza a terra e cambia direzione.
SERIE A
GOL DI NATALE, WIDMER      <br/>E' IN FUORIGIOCO

GOL DI NATALE, WIDMER
E' IN FUORIGIOCO

Lo ha detto Benussi, l'unico dei giocatori ad arrivare in zona mista. Lo ha confermato Mandorlini: "Non abbiamo avuto problemi col bianconero, abbiamo avuto problemi col verde" ha detto ironicamente l'allenatore del Verona a fine gara, indicando la divisa del direttore di gara. Cervellera ha inciso sul risultato finale con una serie di valutazioni sbagliate. Prima tra tutte quella sul gol decisivo di Di Natale viziato dalla posizione irregolare di Widmer che col corpo è oltre i difensori del Verona.
SERIE A
BENUSSI: ARRIVEREMO   <br/>ARRABBIATI AL DERBY

BENUSSI: ARRIVEREMO
ARRABBIATI AL DERBY

"Quando prendi un gol in sospetto fuorigioco e subisci due espulsioni che non ci stanno diventa difficile per ogni squadra. Arriveremo al derby un po' più arrabbati". Così parlò Francesco Benussi dopo la sconfitta contro l'Udinese. Un ko che brucia, ma che proietta già alla stracittadina contro il Chievo, durante la quale il Verona dovrà fare a meno degli squalificati Marquez, Sala e Greco."Oggi, soprattutto nel secondo tempo, abbiamo provato a sbloccarla, forse anche con troppa foga. Poi è arrivata l'espulsione di Sala e subito dopo il gol di Di Natale. Sono episodi che ci hanno messo in difficoltà e dispiace molto perchè volevamo continuare questo momento positivo e arrivare al meglio al derby"."Gli errori dell'arbitro Cervellera? Come sbagliamo noi giocatori, ci sta che anche gli arbitri abbiano una giornata storta. Quando prendi gol su un fuorigioco dubbio, due espulsioni regalate, è difficile per noi recuperare"."Per il Chievo mancheranno giocatori importanti, ma la rosa è valida, il gruppo è unito ed è stato bravo a tirarsi fuori nei momenti più difficili. Sappiamo che facendo un buon risultato nel derby potremmo chiudere bene la stagione. Ci arriviamo sicuramente arrabbiati"E sul futuro: "Verona è la mia prima scelta, giocare in questo stadio è pura libidine, ho giocato titolare nel periodo centrale della stagione dove abbiamo fatto i punti per salvarsi. Sono contento della mia annata. Il contratto scadrà tra due mesi? Si, vedremo ripeto per me Verona resta la prima scelta".
SQUALIFICHE
VERONA, CERVELLERA      <br/>'ROVINA' ANCHE IL DERBY

VERONA, CERVELLERA
'ROVINA' ANCHE IL DERBY

L'arbitraggio di Cervellera non ha rovinato solo la gara persa in casa contro l'Udinese, ma anche il derby di domenica prossima. Oltre a Sala e Marquez, espulsi, nell'elenco degli squalificati c'è anche Greco ammonito e in diffida. Un arbitraggio che arriva dopo la protesta del patron dell'Udinese, Pozzo, nella gara persa dai bianconeri contro l'Inter.