BASKET SERIE A

Pavia chiama Verona, ma per i diritti di Lega Due c'è tempo fino al 30 giugno

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Giuseppe Vicenzi, presidente del Basket Scaligero

14/06/2010 17:56

Fuori da Verona tutti danno per certa, fatta e conclusa l'acquisizione di un diritto di Lega Due da parte del Basket Scaligero. Fadini venerdì partirà per gli Stati Uniti nel suo tradizionale viaggio al seguito dei “draft”, pertanto è lecito ipotizzare che gli sviluppi decisivi si avranno più avanti, anche perchè la scadenza per il trasferimento dei diritti – fissata in un primo tempo al 15 giugno - è slittata al 30 giugno. Intanto da Pavia Erardo Costa, in procinto di tornare ai vertici della società pavese, ha dichiarato che “il diritto di Lega Due può essere ceduto, ma solo di fronte ad offerte importanti che ci aiutino a programmare il futuro”. Parole che suonano come un tentativo di giocare al rialzo, anche se le difficoltà di altri club, a cominciare dai “vicini di casa” di Vigevano, dovrebbero consigliare prudenza e atteggiamenti un po' meno spregiudicati.

Sulla trattativa con Verona Eraldo Costa, intervistato dalla “Provincia Pavese” ha detto: “Vale la legge di mercato. Se l’offerta è buona, è giusto prenderla in considerazione. Altrimenti sarebbe meglio non rinunciare alla Lega Due, raggiunta con tanti sacrifici, ed affrontarla con le forze a disposizione”.

Nella trattativa potrebbe entrare uno scambio di diritti Lega Due-Serie A Dilettanti, sull'asse Ticino-Adige: “E' l’altra strada che possiamo seguire – ha detto Costa nell'intervista al quotidiano di Pavia. Ma attenzione a non coltivare facili illusione. Si potrebbe ripartire dalla B dilettanti, che è un torneo impegnativo: servono risorse per essere minimamente competitivi. Se lo si affronta a cuor leggero, si rischiano pericolosi scivoloni. E se si precipita in C dilettanti, la risalita diventerebbe ancora più difficile. Poi c’è un altro problema, nel basket i diritti sportivi hanno un costo”.

Così Verona continua a lavorare sotto traccia. Un ritorno tra i professionisti visto sicuro fuori dai confini gialloblù, e che invece dalle nostre parti considerano ancora da definire.


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