Viviani vince nel gelo,
bis al G.P. Etruschi

Viviani vince nel gelo,<br/>bis al G.P. Etruschi
Il veronese arriva per primo al traguardo del Gran Premio Costa degli Etruschi per il secondo anno consecutivo, pur al t...
CICLISMO
Viviani vola anche<br/>in Kazakhstan

Viviani vola anche
in Kazakhstan

Elia Viviani sale sul terzo gradino del podio mondiale nell’omnium olimpico grazie all’ultima eccezionale prestazione nel Km da fermo, 1’03”658, inferiore soltanto all’1’02”185 del campione europeo dell'omnium Edward Clancy (quarto nella classifica finale). L’azzurro di Vallese di Oppeano si era difeso abbastanza bene nell’inseguimento (8° in 4’30”794), aveva poi ceduto punti preziosi nello scratch (12°), ma nell’ultima prova ha stupito tutti stabilendo il record personale sulla distanza con un tempo da “specialista”. L’oro è andato al tedesco Roger Kluge con 24 punti, regolarissimo, l’argento al coreano Cho Ho Sung, protagonista di una grande rimonta con il secondo posto nell’inseguimento, il terzo nello scratch e il quarto nel km da fermo, piazzamenti che gli hanno consentito di superare Elia Viviani per soli due punti. Viviani si è messo comunque alle spalle, oltre al campione europeo Clancy, anche il "vice" francese Bryan Coquard, settimo in questa prima prova di Coppa del Mondo ad Astana.
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Giro di Pechino: vince<br/>Viviani, Cunego 94°

Giro di Pechino: vince
Viviani, Cunego 94°

Pista o strada, non conta. Elia Viviani continua a vincere. Il ragazzo c'è e si vede. L'enfant di Vallese c'è tutto l'anno e per tutto l'anno corre vince e sprinta. Il ragazzo è Elia Viviani, il Signore degli Anelli, ma anche il dream-boy del ciclismo italiano, che continua a vincere e a divertirsi. Settimo sigillo stagionale, dopo un'infinità di piazzamenti e corse in giro per il mondo. Alle sue spalle un compagno di squadra che non ha nulla da invidiargli, anzi. Peter Sagan, prodigio slovacco, l'uomo più vincente di casa Liquigas-Cannondale, con le sue 15 affermazioni. Insomma, due ragazzi molto veloci ad imparare e molto veloci a mettere in pratica le cose: anche a Pechino. Nel gruppo regolato in volata da Viviani altri due veronesiu: Daniele Pietropolli (76°) e Damiano Cunego, finito nelle retrovie, in 94ª posizione.ORDINE D'ARRIVO1. Elia VIVIANI Liquigas-Cannondale 04:09:08 (Palmarés completo) 2 Peter SAGAN Liquigas-Cannondale s.t.3 Juan Jose HAEDO Saxo Bank SunGard s.t.
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Viviani, tris tricolore<br/>agli Assoluti su pista

Viviani, tris tricolore
agli Assoluti su pista

Ai campionati italiani su pista al velodromo di Montichiari Elia Viviani centra la tripletta tricolore nella finale dell’Americana che ha vinto trionfare nettamente la coppia della Liquigas formata dal veronese e da Davide Cimolai, davanti alla coppia delle Fiamme Azzurre Angelo Ciccone e Fabio Masotti; al terzo posto i fratelli Liam e Omar Bertazzo. Per la coppia in maglia bianco verde i punti realizzati sono 40, contro il 29 delle Fiamme Azzurre. Così Elia Viviani conquista il suo terzo titolo italiano: "Quando tra una coppia c'è un bel feeling è più facile fare ottime gare: con Davide ci intendiamo alla perfezione e sappiamo bene come muoverci. Sapevamo che la coppia più pericolosa era Ciccone-Masotti ma eravamo anche consapevoli di essere più veloci negli sprint: con così poche coppie, e alcune che collaboravano, non sarebbe stato facile andare in caccia, per questo abbiamo puntato soprattutto a fare punti negli sprint. E' andata bene e siamo contenti. E poi le Fiamme Azzurre mi avevano sempre battuto negli scorsi anni...".
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Viviani re della pista,<br/>due maglie tricolori

Viviani re della pista,
due maglie tricolori

Seocnda maglia tricolore per Elia Viviani ai campionati italiani su pista in corso al velodromo Fassa Bortolo di Montichiari. nell'inseguimento Open il portacolori della Liquigas-Cannondale che ha battuto il friulano Alessandro De Marchi della Androni con il tempo di 4’25”726 migliorando anche lui il suo tempo di qualificazione; il bronzo è stato invece vinto da Gianluca Leonardi. Per Elia Viviani si tratta della seconda medaglia d’oro di questa edizione (oltre all’Argento nell’Inseguimento a Squadre): "Un altro titolo, sono molto soddisfatto perché è quello in cui speravo di più: è una specialità in cui devo migliorarmi molto per l'Omnium e qui a Montichiari sono stato circa 7" sotto ai miei tempi normali delle ultime competizioni importanti. Il lavoro sta dando i suoi frutti ma posso migliorare ancora: però per me questo 4'25" è già tanta roba", ha detto il campione di Vallese.Viviani ha poi conquistato la medaglia d'argento nella scratch, dietro il compagno di squadra Davide Cimolai.
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Viviani re della pista,<br/>due maglie tricolori

Viviani re della pista,
due maglie tricolori

Seocnda maglia tricolore per Elia Viviani ai campionati italiani su pista in corso al velodromo Fassa Bortolo di Montichiari. nell'inseguimento Open il portacolori della Liquigas-Cannondale che ha battuto il friulano Alessandro De Marchi della Androni con il tempo di 4’25”726 migliorando anche lui il suo tempo di qualificazione; il bronzo è stato invece vinto da Gianluca Leonardi. Per Elia Viviani si tratta della seconda medaglia d’oro di questa edizione (oltre all’Argento nell’Inseguimento a Squadre): "Un altro titolo, sono molto soddisfatto perché è quello in cui speravo di più: è una specialità in cui devo migliorarmi molto per l'Omnium e qui a Montichiari sono stato circa 7" sotto ai miei tempi normali delle ultime competizioni importanti. Il lavoro sta dando i suoi frutti ma posso migliorare ancora: però per me questo 4'25" è già tanta roba", ha detto il campione di Vallese.Viviani ha poi conquistato la medaglia d'argento nella scratch, dietro il compagno di squadra Davide Cimolai.
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Mondiale Copenaghen,<br/>c'è anche Elia Viviani

Mondiale Copenaghen,
c'è anche Elia Viviani

In Danimarca è il giorno della prova più attesa. Il Mondiale su strada professionisti. Una delle punte azzurre è il veronese Elia Viviani. Il ct Bettini ha costruito la squadra azzurra intorno a Daniele Bennati, però il capitano dell'Italia potrebbe anche diventare un "ripiego" per velocisti come Sacha Modolo e come il campione di Oppeano, che è in gran forma. La squadra è giovane, con altri emergenti come Daniele Oss, e ancora Paolini e l'esperto Visconti, campione italiano in carica.Il grande favorito è Philippe Gilbert, il re delle classiche del Nord, che dalla scorsa primavera ha continuato a vincere ed ha l'intera nazionale del Beglio a sua disposizione.
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Mondiali Copenaghen,<br/>convocato Elia Viviani

Mondiali Copenaghen,
convocato Elia Viviani

C'è anche il veronese Elia Viviani tra i corridori convocati dal commissario tecnico dell'Italia ai Campionati del Mondo di ciclismo su strada in programma a Copenaghen dal 19 al 25 settembre. Una nazionale con "molte carte da giocare'. Cosi' l'ha definita il ct azzurro."Giocheremo di rimessa -ha spiegato Bettini- non dimenticando che la miglior difesa è l'attacco. La responsabilità di condurre il gioco l'avranno altri, se ci sarà modo di sfruttare certe situazioni lo faremo". Oltre al portacolori della Liquigas, reduce dalle vittorie di tappa al Giro del Colorado e al Giro di Padania, sono stati convocati: Belletti, Bennati, Gatto, Gavazzi, Modolo, Oss, Paolini, Quinziato, Tosatto e Visconti. Malori e Pinotti per la crono.Elia Viviani, classe 1989, di Vallese di Oppeano, molto probabilmente sarà una delle due riserve.
SUL PODIO
Giro Padania, doppietta<br/>con Giardini e Viviani

Giro Padania, doppietta
con Giardini e Viviani

Un'altra vittoria veronese al Giro di Padania. E questa volta è una doppietta. Alla tappa conclusiva successo di Andrea Guardini (Farnese Neri), che sul traguardo di Montecchio Maggiore ha battuto in volata Elia Viviani (Liquigas Cannondale). Il vincitore della prima edizione del Giro di Padania invece è il varesino Ivan Basso. L'ultima frazione, da Rovereto a Montecchio Maggiore (Vicenza) è stata caratterizzata dalla lunga fuga di Alessandro Bertolini (Androni CIPI) e Robert Vrecer (Nazionale Slovenia) che sono rimasti al comando per 121 chilometri, con un vantaggio massimo di 8’15”. A 44 chilometri dall’arrivo il gruppo è ritornato compatto e davanti a una grande cornice di pubblico si è imposto nella volata finale Andrea Guardini che completa così il gruppo dei giovani velocisti italiani, con Modolo e Viviani., che si sono imposti nelle tappe del Giro di Padania. Ordine di arrivo: 1) Andrea Guardini (Farnese Neri) media 42,382, 2) Elia Viviani (Liquigas Cannondale), 3) Danilo Napolitano (Acqua & Sapone), 4) Maximilian Richeze ( D’Angelo & Antenucci), 5) Filippo Baggio (De Rosa Flaminia), 6) Manuel Belletti (Colnago CSF), 7) Angelo Furlan ( Christina Watches), 8) Davy Commeyne (Landbouwkrediet); 9) Danilo Hondo (Lampre ISD), 10) Luka Mezgec (Nazionale Slovenia).
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Giro di Padania,<br/>vince Elia Viviani

Giro di Padania,
vince Elia Viviani

Volata con brivido sul rettifilo d'arrivo di Vigevano che ha ospitato il traguardo della seconda tappa del Giro di Padania: a vincere è stato Elia Viviani (Liquigas) che ha preceduto sul traguardo Sacha Modolo (Colnago) e Danilo Napolitano (Acqua e Sapone).L'atleta di Vallese di Oppeano, campione europeo in carica su pista è riuscito quindi nell'intento di ribaltare l'esito della volata di Laigueglia riuscendo ad evitare una caduta ai 200 metri dal traguardo che ha coinvolto alcuni dei favoriti di questa tappa, tra cui l'altro veronese Andrea Guardini (Farnese Neri). Elia Viviani conquista così anche la leadership nella classifica generale, a pari tempo con Sacha Modolo.
CICLISMO
Bis di Elia Viviani, <br/>vince ancora in Colorado

Bis di Elia Viviani,
vince ancora in Colorado

Seconda vittoria consecutiva del corridore di Vallese di Oppeano al Giro del Colorado. Tappa dura, durissima ed Elia Viviani dimostra non solo di essere un grande velocista, ma di avere tenuta fondo e classe da vendere. Insomma, in vista del Mondiale di Copenaghen il c.t.  Paolo Bettini può pensare seriamente a dare una maglia al 22 enne Viviani, uno dei prodotti più belli del ciclismo italiano. Un talento vero che negli Usa ha fatto vedere di che pasta è fatto.Grande, grandissimo anche Daniel Oss, che ha pilotato come meglio non avrebbe potuto Viviani ed ha ottenuto un bellissimo terzo posto. La tappa è stata caratterizzata da una fuga lunghissima di quattro attaccanti: Ivan Basso, Andy Schleck, Thomas Peterson e L Ten Dam. I quattro sono stati ripresi a 700 metri dal traguardo, dopo una fuga lunghissima. Poi il capolavoro di Viviani che coglie il suo secondo sigillo qui in Colorado, porta  a sei le sue affermazioni stagionali, mette al sicuro la sua maglia verde della classifica a punti  e si candida a ricoprire un ruolo di tutto rilievo per i mondiali di Copenaghen. 
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Viviani vince ancora, è<br/>sua tappa Giro Colorado

Viviani vince ancora, è
sua tappa Giro Colorado

Il veronese Elia Viviani fa festa anche al Tour of Colorado. Il 22enne portacolori della Liquyigas ha vinto la terzultima tappa con una splendida volata. Nella classifica generale non ci sono cambiamenti con Levi Leipheimer ancora leader con 11” su Vandevelde e 17” su Van Garderen.La fuga di giornata nasce quasi subito. A comporla, almeno inizialmente sono Acevedo, Montoya e Denifl raggiunti poi da Bertogliati ed Efimkin. Il loro vantaggio si mantiene costante attorno ai 2 minuti e mezzo, mentre la Liquigas, che punta ad arrivare in volata per Oss e mette a disposizione della Radioshack i suoi a lavorare in testa al gruppo. Gli sforzi degli inseguitori danno i loro frutti con il distacco dai fuggitivi che si fa sempre più risicato fino al ricongiungimento che arriva a meno di 10 km dal traguardo. Si arriva così allo sprint con gli uomini della Liquigas, Elia Viviani e Daniel Oss che in duo si portano sull’arrivo: alla fine è Oss a lavorare per Viviani e a trascinarlo letteralmente alla vittoria.Oggi quinta e penultima tappa da Steamboat Springs a Breckenridge (169,3 km) che sarà più impegnativa rispetto a quella appena descritta con una salita di medio/alto livello subito dopo la partenza e un arrivo in leggera ascesa che potrebbe tagliare fuori i velocisti puri del gruppo.
CICLISMO
Rebellin vince ancora,<br/>è suo anche il Melinda

Rebellin vince ancora,
è suo anche il Melinda

Il Trofeo Melinda 2011 ha rispettato il pronostico che parlava di uno scontro tra generazioni, e così è stato: applausi al più giovane (Moreno Moser può ben dire di aver superato l’esame a pieni voti) e onore e merito al più anziano del lotto, il quarantenne Davide Rebellin che, piaccia o no, è in questo momento uno degli uomini più in forma, e bisogna prenderne atto, e sulle strade trentine lo ha dimostrato alla sua maniera (photobicicailotto). All’inizio dell’ultimo giro della spettacolare circuito che saltella sulle dune verdi la Val di Non, il Trofeo Melinda si è acceso. E’ accaduto nell’esatto momento in cui Moreno Moser è uscito dal gruppo insieme a Serpa, Stortoni, Girardi e Rubiano Chavez. Un finale immaginifico: l’atteso campioncino, alla corsa d’esordio tra i professionisti, che senza macchia e senza paura va all’assalto. I tifosi più attempati, i moseriani della prima ora, si sono persino emozionati rivedendo nel ragazzo la tempra e il temperamento del suo straordinario zio Francesco.Sembrava un fuoco di paglia, ma così non è stato: per spegnere l’incendio, il gruppo dei migliori ha impiegato parecchi minuti e solo a 5 km dal traguardo, con il ricongiungimento generale, la corsa è tornata nelle mani dei logici favoriti.Nel tempestoso finale di Fondo, Stefano Garzelli ha dovuto mollare sotto l’impulso delle continue accelerazioni, e stesso destino è toccato pochi attimi dopo al tricolore Giovanni Visconti. Non ha perso un colpo, viceversa, il “vecio” redivivo Davide Rebellin, rapido a saltare sulla ruota di Domenico Pozzovivo e volare via sull’ultima rampa verso il successo, il secondo in pochi giorni (dopo la Tre Valli) ed il secondo al Trofeo Melinda, dopo quello dell’ormai lontano 2004.Alfredo Martini, confermando le opinioni espresse alla vigilia, ha fatto tanto di cappello al vincitore definendolo “l’ultimo dei Mohicani” (ancora in attività pur avendo corso sotto la sua guida il mondiale di San Sebastiano nel 1992). “Per me i successi di questo quarantenne debbono far riflettere molti giovani, specie quelli che si ritirano dopo cinquanta chilometri”, le parole di Martini.Accolto da taluni con qualche scetticismo, Rebellin ha rivendicato i suoi diritti: “Sono tornato dopo due anni di silenzio e lavoro, con più voglia e più rabbia di prima. Rivendico la mia innocenza ed il diritto di guardare avanti, impegnandomi anche a favore dei giovani. Ho quarant’anni ma non li sento…”Ordine d’arrivo: 1. Davide Rebellin (Miche) Km.198,6 in 5.01’, media 39,588; 2. Miguel Angel Rubiano Chavez (Col, D'Angelo & Antenucci – Nippo); 3. Domenico Pozzovivo (Colnago - Csf Inox) a 6”; 4. Daniele Ratto (Geox – Tmc); 5. Patxi Javier Vila Errandonea (Spa, De Rosa – Ceramica Flaminia); 6. Giuseppe Muraglia (D'Angelo & Antenucci – Nippo) a 7”; 7. Enrico Battaglin (Colnago - Csf Inox); 8. Paolo Bailetti (De Rosa - Ceramica Flaminia) a 8”; 9. Antonio Santoro (Androni Giocattoli); 10. Fabio Taborre (Acqua & Sapone) a 10”.
CICLISMO
Tre Valli Varesine,<br/>Rebellin torna a vincere

Tre Valli Varesine,
Rebellin torna a vincere

Davide Rebellin ha vinto la 91ª edizione della Tre Valli Varesine, 195 km con partenza da Besozzo e arrivo a Campione d'Italia. Rebellin, già vincitore nel 1998, ha avuto la meglio su Domenico Pozzovivo, assieme al quale aveva portato l'attacco decisivo a poco meno di un chilometro dal traguardo. Terzo posto per Thibaut Pinot della FDJ. A secco gli uomini Liquigas-Cannondale come Basso, Nibali e Sagan, tra i favoriti per la vittoria.Rebellin, nato a San Bonifacio 40 anni fa, è rientrato alle gare ad aprile dopo aver scontato una squalifica di due anni per doping. La Tre Valli Varesine ha aperto il Trittico Lombardo che prevede domani la Coppa Agostoni a Lissone e giovedì la Coppa Bernocchi a Legnano.
TOUR DE FRANCE
Cunego: Basso ha fatto <br/>bene ad attaccarmi

Cunego: Basso ha fatto
bene ad attaccarmi

Prima delle Alpi che decideranno il Tour de France Damiano Cunego ha fatto il punto sulla corsa alla Gazzetta.it: "Sono state due settimane molto difficili; la prima caratterizzata da tante cadute e insidie continue, la seconda invece da un ritmo infernale sui Pirenei. Sono soddisfatto di questo momentaneo ottavo posto, se me l'avessero detto a inizio Tour avrei fatto la firma. Credo che sulle Alpi potrò ancora crescere. Continuerò a salire con la mia regolarità ma se ci sarà l'occasione non mi tirerò indietro". Non ci sono state finora giornate disastrose e l'Airone di Cerro applaude la sua corsa: "Arrivare con tutti i migliori sul primo vero arrivo in quota non è stata una cosa da poco, certo devo aver pagato qualcosa due giorni dopo quando mi sono staccato ma ho perso una quarantina di secondi e non sono crollato. Sono sereno e tranquillo perchè vivo alla giornata". Poi uno sguardo alla classifica generale: "Voeckler sta sorprendendo tutti ma se uno è ancora in maglia gialla all'inizio della terza settimana non può essere un caso. I fratelli Schleck è difficili inquadrarli: Andy sembra più brillante in salita ma Frank è sempre lì. Evans è il più regolare di tutti: credo che alla cronometro abbia un passo in più e che alla fine possa davvero vincere. Per quanto riguarda Contador i giorni passano e il divario resta uguale: dicono che farà delle grandi Alpi, vedremo". Infine su Basso: "Penso che l'altro giorno non si sia messo a tirare per caso quando mi ha visto in difficoltà. Per lui era una grande giornata e ha voluto staccarmi: ha fatto bene, io avrei fatto la stessa cosa". Alessandro Betteghella
TOUR DE FRANCE
Cunego protagonista <br/>Sesto nella generale

Cunego protagonista
Sesto nella generale

Damiano Cunego sta disputando un Tour de France da protagonista. Dopo dodici tappe è tempo dei primi bilanci e guardando la classifica generale l'Airone di Cerro è sesto con 3'22 dalla maglia gialla Voeckler. La prima settimana è scivolata via tra le tante cadute e qualche accenno di ascesa: da oggi si è cominciato a fare sul serio. Il primo vero arrivo in salita sui Pireni in una tappa che comprendeva anche l'asperità del Tourmalet, vetta storica della corsa francese. Damiano è rimasto sempre davanti con i migliori senza mai dare segni di cedimento salvo negli ultimi duecento metri dove ha lasciato una manciata di secondi. Nei prossimi giorni si continuerà a salire e Cunego vuole vivere alla giornata. Niente proclami, solo tanta voglia di fare bene e perchè no, anche stupire. Classifica generale o tappe? Lo scalatore veronese non ci pensa: per il momento vuole continuare a cullare questo sogno con la consapevolezza che, almeno stando ad oggi, il 2004 non è poi così lontano.Alessandro Betteghella
CICLISMO
Cunego vola al Tour<br/>"Curerò la classifica"

Cunego vola al Tour
"Curerò la classifica"

Smaltita la delusione per il Giro di Svizzera Damiano Cunego è pronto a volare al Tour De France. Quei quattro maledetti secondi che non gli hanno permesso di festeggiare dopo una corsa condotta da padrone non hanno tolto l'entusiasmo allo scalatore veronese giunto alla quarta apparizione alla Grand Boucle. "Mi piacerebbe fare la classifica, purtroppo in questi ultimi anni non sono mai riuscito a curarla in maniera decente in quanto avevo come priorità le Grandi Classiche per le quali ci vuole una preparazione diversa. Se viene qualcosa di buono ci proviamo, altrimenti punterò a vincere qualche tappa". (A.B.)