SECONDA PUNTATA DEL NOSTRO SPECIALE

Miseria e nobiltà
la Juve della serie C

23/12/2011 14:29

DI GIORGIO AMOROSO

Continua la saga sugli anni più bui dell'Hellas Verona. Per non dimenticare...

Cap 2

LA JUVE DELLA C

Il signor Peppe Cannella, di professione, forse, Direttore Sportivo, sarà ricordato per un paio di affermazioni che rivelano molto su stile e autostima. In piena lotta per non retrocedere dalla B alla C a precisa domanda rispose assegnandosi un bel otto in pagella sulla campagna acquisti di gennaio. La C arrivò di lì a pochi mesi. Il Verona iniziò la sua prima stagione al terzo livello del calcio italiano al fragoroso grido cannelliano "saremo la juve della C". Ai tifosi del Verona essere paragonati alla Rubentus non fa certo piacere, ancor meno fecero piacere i mesi a seguire...

L'allenatore scelto per la risalita fu Colomba, arrivato in fretta e furia alla vigila del ritiro, ritardato appositamente per permettere al mister di iniziare la preparazione con la squadra.

Cannella era convinto di aver allestito una scuderia di purosangue, in realtà la squadra si rivelò un'accozzaglia di cavalli bolsi e ronzini zoppi.

Le due punte titolari, Morante e da Silva, furono subito ribattezzati il bue e l'asinel, vere statuine del presepe gialloblu. Ci eravamo appena liberati di un pastorello...

Ci ritrovammo a osservare impotenti partite di una bruttezza indicibile, noiose come un match di cricket, movimentate come una gara di pesca sul Mar Morto.

Se la nostra sensazione prevalente nella stagione precedente era l'incredulità, ora era desolazione.

Desolante come il girovagare per campetti di provincia, spesso in numero maggiore dei tifosi di casa, su gradinate fatiscenti circondate da capannoni abbandonati o da casermoni di periferia. L'impressione, netta, angosciante, estraniante, era che la squadra del Verona Hellas fosse al seguito dei suoi tifosi e non viceversa. Eravamo protagonisti in un mondo senza tifosi, loro ( i giocatori ) erano comparse in un mondo di scadenti caratteristi.

L'incubo della serie C... ci risvegliammo a suon di schiaffi, ogni partita presi a pallate da avversari del calibro di Pro Sesto, Legnano, Foligno, Manfredonia.

Diventò in fretta una lotta disperata per la sopravvivenza, letteralmente. Scendere in C2 significava sparire o, peggio ancora, finire nelle fauci del mitologico mostro Fusione.

L'era Colomba svanì in un lampo, sostituito dall'eterno ragazzo Davide Pellegrini, allenatore della Primavera, il quale riuscì a raddrizzare la baracca grazie a un paio di vittorie e molti pareggi. Niente di straordinario, ma perlomeno uscimmo dalla zona retrocessione. In molti però pensavano che la squadra potesse ancora rientrare nella zona playoffs, e fra questi il presidente che , con un blitz dai risvolti tragicomici ( ne parlerò a parte, la vicenda merita ampio spazio ) esonerò il ragazzo di casa. Alla guida della scalcagnata scialuppa gialloblu arrivò Giovanni Galli, famoso opinionista di Sky , con scarse e poco felici esperienze da direttore sportivo. Si portò al seguito un'altro toscano, l'uomo (in) nero Sarri, il mister dai cento schemi, che subito si mise al lavoro su tattica e tecnica, mentre ci sarebbe voluto uno psicologo o forse un luminare dei trapianti ( di cervello e di piedi ). Ho ancora vivida l'immagine di uno dei celebri schemi sarriani su calcio piazzato: punizione da trequarti campo, i giocatori dell'Hellas si dividono in due gruppi e si pongono ai vertici dell'area di rigore, parte il lancio, nessuno si muove tranne il portiere che indisturbato si esibisce in presa aerea. Gelo dello stadio, poi partono urla, improperi e risate.

I pochi ( per fortuna ) mesi di Sarri sulla panchina gialloblu e di Galli nella stanza dei bottoni finirono miseramente fra sconfitte e pernacchie. Con una rara impennata di buonsenso il Conte Arvedi richiamò Pellegrini in panchina e affidò la navigazione all'ammiraglio in pensone Nardino Previdi, vecchio bucaniere che aveva già veleggiato dalle nostre parti.

Verona - Cittadella 0-1

come la vola ben, la squadra de Colomba...

L'esordio casalingo ci immerge in fretta nel mare in burrasca della serie C. Arriva il Cittadella, tipica squadra di categoria, quadrata, veloce, picchia e corre, squali feroci e irrispettosi. Noi ci schieriamo in campo con trequartisti, alette e presunti attaccanti, moscerini impazziti che si schiantano sul parabrezza del Cittadella. Basta un'ingenuità difensiva, un rigore e i granata si portano a casa i 3 punti.

Curiosità e malcelato stupore, questo si legge nelle espressioni dei 12000 presenti alla prima al Bentegodi. Curiosità di scoprire la categoria, per tutti una novità assoluta, stupore per essere precipitati così in basso. Lo spareggio con lo Spezia non è ancora stato metabolizzato ( passeranno anni prima che lo sia) e i tifosi al termine della partita sono più frastornati che delusi. Un punto nelle due prime partite sono un magro bottino per una squadra che dove ammazzare il campionato, ma il cammino è lungo, si dice, e prima o poi i veri valori si mostreranno. Dopotutto, basta vincere la C anche di un solo punto... le ultime parole famose (continua...)


 
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  • Gino L'onto

    il 24/12/2011 alle 21:03 “@ Fantasma Formagin”
    ah ah ah ghe mancava solo le cassade de nadal, no te te ricordi, no te si gnanca bon de lesar. ridi ridi se to mama l'ha fato i gnochi. e se te si amoroso te podei anca firmarte. ah ah ah
     
  • Jordan

    il 24/12/2011 alle 17:16 “Ma Ci Elo”
    Giorgio Amoroso?? el fradel della alessandra quella che canta stupida.....
     
  • Oldboy

    il 24/12/2011 alle 15:09 “Me Unisso..”
    Me unisso anca mi all'idea de veder Fantasma sentà al Binti in mezo a quei del Nordsaid che tifa Ceo !!!! HaHaHaaaa....
     
  • Fantasma Formagin

    il 24/12/2011 alle 14:56 “?”
    caro Gino, ho l'impressione che sia lei ad avere un pò di confusione nei ricordi: Cannella quella squadra non la prese assieme a Ventura ma la costruì dall'inizio. Non era un incompetente? mi permetta di dubitarne: le squadre da lui guidate hanno collezionato fallimenti ( non solo sportivi ma anche finanziari) quindi si informi sulla sua carriera . Previdi... non c'è una sola parola negativa su di lui. Ma secondo lei siamo finiti in C e ci siamo stati 4 anni per sfiga? Quanto al tifo di chi ha scritto l'articolo, posso ridere?
     
  • Gino L'onto

    il 24/12/2011 alle 11:59 “Continua? Ma Anca No!”
    Caro Giorgio Amoroso, cara redazione di telenuovo, a cosa serve una serie di ricirdini acidi di anni tristi proprio adesso che possiamo lasciarceli alle spalle? Non son passati quarant'anni, ce li ricordiamo bene tutti e credo non si senta il bisogno di queste tristezze. Oltre tutto questo tono polemico suggerisce un bisogno di dire cmq male di qualcosa o qualcuno, e visto che non ce se la può prendere col presente, rivanghiamo il passato ... Mi pare anche poco rispettosa la scelta della foto che ritrae i poveri Arvedi e Previdi che hanno fatto tutto quel poco che hanno potuto per il Verona e senza i quali all'onta della C si sarebbe aggiunta quella del fallimento. Cannella non va difeso e sicuramente non ha la simpatia tra le sue doti, ma ricordiamo che lui e Ventura presero una squadra in grossissima crisi tecnica e riuscirono quasi a salvarla, se non fosse stato per Lo Spezia che vinse a Torino, per Cutolo che si mangiò un gol fatto e per un certo numero di errori di Pegolo. Non fu da otto, ma nemmeno si dimostrò un incompetente, come invece fecero Galli e Bonato dopo di lui. Morante fu preso da capocannoniere della c, Zetulaev, che poi ci salvò, da giocatore di talento da far emergere (che deluse) e Da Silva era in squadra dall'anno prima e avendo fatto qlcs in b era lecito aspettarsi un contributo sostanzioso in c. Previdi il secondo anno fece un vero e proprio miracolo, con i soldi di Arvedi (quali?) costruì una squadra di giovanotti tra i quali Rafael, Ceccarelli e un certo Parolo (che qualcuno criticava) che navigò sempre nella metà alta della classifica e sfiorò i playoff con un paio di ritocchi a gennaio (Pugliese e Rantier) arrivati grazie all'ingresso di Martinelli. Quindi anni bui, certo, ma primo: chi crede che ci sia bisogno di ricordarli?; secondo: chi ha voglia di leggere queste venti righe, con errori di sequenza temporale (forse dovuti all'impaginazione), pieni di livore ormai inutile e da lasciar sepolto dov'è?; terzo: Vighini, se non c'è altro di meglio, facci gli auguri con una carrellata di "andiamo" dell'anno 2011; quarto: non so chi sia, signor Amoroso, ma oltre a non essere un giornalista, mi viene il dubbio che sia un sostenitore dei ragazzotti della diga. Avanti blu!!! Buon Natale Hellas, buon Natale butei!
     
  • (diga)solochievo(diga)

    il 24/12/2011 alle 09:49 “X Rensi”
    se qualche tifoso del chievo vuole la scala solo per fare dispetto a voi, prendo subito le distanze tra questa gente. devi sapere che per me il simbolo che conta è il cangrande perchè io sono cresciuto con questo come primo simbolo del chievo. considero la scalanello stesso modo in cui considero la diga e i colori biancocelesti: simboli e colori del nostro passato che non vanno ne dimenticati ne disonorati (infatti, per esempio, i colori biancocelesti sono quelli della nostra seconda maglia), ma fanno parte del passato e quindi che sulla seconda maglia ci sia la scala o la diga per me non fa differenza.
     
  • Rensi

    il 24/12/2011 alle 09:32 “Ascolta Solochievo (senza Scale)”
    Ammesso (e non concesso) che la tua tesi sia esatta, rimane una questione molto semplice che non vuoi considerare. Tra tutti i simboli che caratterizzano il vostro quartiere (la diga e villa Pullè) si doveva prendere la scala che è il simbolo di una città e di una signoria che l'ha resa celebre. Mi chiedo: cosa c'entrate voi con la scala se già negli anni novanta cantavate "chievo verona NON è verona"? Cosa c'entrate se ci sono dei fessi che fanno video su youtube cantando "bruceremo l'Arena"? Puoi tirar fuori tutte le date che vuoi e tutte le dimostrazioni che vuoi sulla scala, ma rimane il fatto che vederla cucita sulle vostre maglie è un controsenso. Se siete il chievo, mettetevi un simbolo del chievo e distingugetevi. Tra l'altro il fastidio più grande è l'ignoranza di certa gente che dice di volere la scala solo per fare dispetto a noi. Ma dove siamo arrivati??? Dici tanto a noi che siamo ignoranti o disturbati da chissà cosa, ma prima di dire certe cose guarda nel tuo piatto. A VERONA SOLO HELLAS!
     
  • Oldboy

    il 23/12/2011 alle 23:59 “Parchè ??”
    Za iè tristi tuto el resto de l'anno...lasseli sereni almanco a Nadal. Lasseli cular nela convinsion che "verona è solo Ch.i.evo"!!! iè talmente sicuri de i "so colori" che dominica passà in television su TeleRenga ghera dei so compagni de merende che guardaa la partia con la siarpa bianca e azzura !!!! Crisi de identità ghe ne??? Capita quando in 20 ani te cambi nome, colori, simboli.
     
  • Scalascalascalascalascalascalascalascalascalascala

    il 23/12/2011 alle 19:56 “Xsoloceome..a”
    te roto i coiombari RAUS FORA DALE BALOTE TE AUGURO UN TRISTISSIMO NADAL
     
  • /=\solochievo/=\

    il 23/12/2011 alle 19:34 “X Aldohellas”
    primo: ti sei contraddetto all'inizio della tua risposta perchè prima hai scritto che volevi ricordarmi che i colori gialloblu li abbiamo indossati negli anni 90 e poi hai fatto copia e incolla di un pezzo da wikipedia che dice "il gialloblù viene infatti adottato nella stagione sportiva 1957/58" e smentisce quello che avevi detto precedentemente. secondo: se nel 90 ci fossimo chiamati chievo hellas la vostra rabbia sarebbe stata giustificata, ma nell'aggiungere verona al nome chievo per avvicinare una realtà di un quartiere alla città non c'è assolutamente nulla di male e mi pare che l'operazione sia stata riuscita in pieno visto che tanti tifosi, anche che prima tifavano hellas, hanno cominciato a tifare chievo. terzo: come scala abbiamo preso pari pari il nostro stemma degli anni 30 (scala bianca su fondo granata) e all'epoca, voi eravate al centro di una delle vostre tante fusioni, quindi non dico che voi abbiate rubato la scala a noi (direi una fesseria), ma di certo noi non abbiamo rubato niente a nessuno. quarto: perchè questa polemica (se ci credevate davvero) non è scoppiata nel 94 (chievo ed hellas per la prima volta nella storia nella stessa categoria. all'epoca avevamo già, e da molto tempo, i colori gialloblu) o nel 2001 (chievo ed hellas per la prima volta in a insieme. già quell'anno, ma secondo me anche prima, avevamo la scala sulla seconda maglia) invece che nel 2010 prendendo come scusa la nostra immagine della campagna abbonamenti? sono e sarò sempre convinto che la vostra polemica sui simboli e sui colori ha molti punti deboli ma tanto, visti i testardi con le fette di salame sugli occhi che ci sono nel tifo dell'hellas, questa polemica non finirà mai (o forse finirà, sempre se succederà, quando il chievo sarà in C1 o C2 e l'hellas in A e quindi i tifosi dell'hellas non avranno più il bisogno morboso, forzato e da persone disturbate di attaccare per forza il chievo?....)