INTERVISTA AL DOPPIO EX

ESCLUSIVA Italiano:
"Il derby finirà..."

06/05/2015 24:27

“Dopo tanti anni dico che il mio trasferimento al Genoa nel gennaio 2005 fu un grandissimo errore. Fu un peccato perché il Verona era in zona promozione a gennaio e poteva anche andare in A”. Vincenzo Italiano conosce bene Verona: quasi tredici anni passati in riva all’Adige. Bandiera del Verona, collezionerà ben 260 presenze con la maglia scaligera: attualmente è sesto nella classifica all-time. Forse anche per questo destò scalpore il suo trasferimento alla corte di Campedelli. Al Chievo rimase due anni e conquistò la promozione in A con Iachini. Per tggialloblu.it, Italiano racconta il suo passato a Verona su entrambe le sponde dell’Adige, perché domenica all’ora di pranzo ci sarà un nuovo derby da disputare:


Al Verona l’esperienza più lunga della tua carriera. Cosa ti porti dietro di quegli anni?

“Undici anni indelebili. Sono grato alla maglia dell’Hellas per tutto quello che mi ha dato e per tutte le emozioni trascorse con quella casacca. Ci sono state tante gioie, ma anche qualche dispiacere”.


Tra l’altro sei il sesto giocatore con più presenze con la maglia scaligera: 260…

“È un motivo ancor più di orgoglio. Sono felicissimo di far parte di questa classifica, insieme a mostri sacri che hanno vestito la maglia dell’Hellas”.


Il ricordo più bello a Verona?

“Ci sono tantissimi ricordi fantastici. Il primo che mi viene in mente è la salvezza strepitosa dopo lo spareggio di Reggio Calabria: non dimenticherò mai la folla dei tifosi che ci aspettava all’aeroporto. Come dimenticare poi la bellissima promozione con Prandelli da titolare, il primo anno in cui un allenatore mi diede fiducia incondizionata. A livello personale ricordo con piacere il primo gol in Serie A contro l’Inter davanti ad un Bentegodi pieno per il posticipo in notturna”.


Il ricordo più brutto?

“Ebbi un brutto infortunio che mi fece perdere il finale di stagione l’anno in A con Prandelli: mi ha fatto soffrire tantissimo quell’infortunio. Ma il ricordo peggiore fu senza ombra di dubbio il 5 maggio: retrocedere con una squadra forte come avevamo all’epoca è stato qualcosa di incredibile. Ancora adesso quando ne parlo con i miei ex compagni rimane un grande dolore per quella retrocessione”.


Nel gennaio 2005 vai al Genoa. Rifaresti quella scelta? Quante responsabilità ha Pastorello?

“Andai a Genova mentre la squadra stava facendo molto bene, se non sbaglio era terza in classifica. Quell’anno, all’inizio, Pastorello mi mise da parte per discorsi contrattuali ma poi rientrai in squadra, anche se mi disse che se a Gennaio fosse arrivata un’offerta importante, lui l‘avrebbe presa in considerazione. All’ultimo giorno di mercato il Genoa fece una grande proposta e si decise di fare questa scelta. A Genova giocai poco: si rivelò un trasferimento flop”.


È opinione comune che il Verona senza la tua regia perse del potenziale e non andò in A…

“Dopo tanti anni dico che il mio trasferimento a Genova fu un grandissimo errore: innanzitutto perché ho sofferto e ho lasciato una città come Verona dopo 9 anni, poi la squadra con la mia assenza non stava più viaggiando ad altissimi livelli. È stato un peccato perché da come ci stavamo esprimendo si poteva andare in A. Stavamo giocando un buon calcio, stavano venendo fuori le qualità dei singoli: su tutti Adailton, Behrami, che poi in futuro dimostrò tutto il suo valore, e Bogdani che stava facendo una caterva di gol”.


Con il pubblico come ti lasciasti? Molti non ti perdonarono….

“Non penso che il pubblico se la prese con me per il trasferimento al Genoa, perché comunque sono tornato e ho giocato altre due stagioni. Più che altro credo non sia stato digerito il mio trasferimento al Chievo. Ma l’ultimo anno al Verona ci sono state situazioni poco piacevoli, che sinceramente non voglio tirare fuori adesso dopo tanti anni. Ma sicuramente con l’Hellas, se ci fosse stata l’opportunità, sarei rimasto fino alla fine della carriera. Ho dato tutto me stesso con la maglia scaligera in ognuna delle 260 presenze, ho amato quella maglia”.


Che ricordi hai degli anni al Chievo?

“Mi trovai bene, a Veronello si lavora ottimamente. C’era un gruppo di lavoro consolidato, battemmo numerosi record l’anno della promozione con Iachini dalla B alla A. In quegli anni mi sono divertito tanto. Anche se non mancarono ricordi amari: la retrocessione subita sul campo neutro di Bologna contro il Catania”.


Quale è la differenza più lampante tra le due piazze? A parte il numero dei tifosi…

“Le pressioni sono completamente diverse. Ogni calciatore deve costruirsi da solo le proprie motivazioni però è normale che hai più stimoli se giochi in una grande piazza. Con l’Hellas, visto il folto pubblico e l’amore incondizionato dei suoi tifosi, ti senti più in discussione. Con il Chievo lavori più sereno e forse questo è uno dei segreti del Chievo, anche se alla fine per crescere al massimo serve sempre il confronto con una piazza esigente”.


Qual è stata la più bella promozione dalla B alla A? Quella con il Chievo 2008 o con il Verona 1999?

“L’Hellas mi ha costruito come giocatore e ho un ricordo meraviglioso perché ricevetti fiducia anche se ero giovanissimo e vincemmo il campionato senza i favori dei pronostici, fu strepitoso. Con il Chievo di Iachini invece eravamo costretti a vincere, ma fu comunque difficile perché la Serie B è sempre un campionato molto imprevedibile. Nonostante questo abbiamo mostrato un bel calcio e superato molti record”.


Tra i tanti derby che hai giocato, quale ti è rimasto più impresso?

“Certamente il primo derby storico in Serie A: fu spettacolare. Il calore del pubblico era impressionante, il Bentegodi era colmo: se non sbaglio fu l’unica volta dove anche le Parterre erano esaurite. Ci fu un ambiente spettacolare, anche la settimana di preparazione fu molto diversa dalle altre. Poi per noi fu eccezionale ribaltare il risultato dallo 0-2 al 3-2. Fu il derby più importante e una delle partite più belle che io abbia mai giocato nella mia carriera”.


Che impressione ti ha fatto il Verona quest’anno?

“Credo che il lavoro di Sogliano e Mandorlini quest’anno sia stato eccezionale. Senza dimenticare che dalla C si è arrivati alla A. In questa stagione la salvezza è arrivata in anticipo e nella massima serie è sempre difficile superare la quota 40 punti. Il Verona ha avuto un momento di difficoltà ma ne è uscito in maniera eccezionale. Il binomio Sogliano-Mandorlini sta dando ottimi risultati e mi auguro che possano continuare su questa strada”.


Chi è più regista tra Obbadi e Tachtsidis?

“Hanno caratteristiche differenti: Tachtsidis è forte fisicamente e tende a verticalizzare di più, Obbadi ha grande tecnica e dinamismo. Secondo me è più regista Tachtsidis proprio perché ha la capacità di verticalizzare, non a caso rubò il posto a De Rossi perché Zeman voleva come regista un giocatore con le sue caratteristiche”.


II Chievo di quest’anno. Come valuti il lavoro di Maran?

“Maran ha fatto bene, come sempre il Chievo riesce a salvarsi anche con grande anticipo come ha fatto quest’anno. Maran ha rispolverato e dato fiducia al mio carissimo amico Pellissier, che reputo sia uno dei giocatori più forti con cui ho giocato e possiede uno straordinario attaccamento alla maglia. Sono contento anche per loro che abbiano superato momenti di difficoltà e che abbiano mantenuto la categoria”.



Quale centrocampista del Chievo ti ha colpito di più?

“Mi piace molto Radovanovic, apprezzo molto i giocatori come lui che oltre a difendere sanno impostare e non disdegnano spingersi in avanti e provare la conclusione da fuori. Il serbo rispecchia al 100% queste qualità”.


Capitolo Calcioscommesse. Vuoi dire qualcosa a riguardo?

“No, per fortuna è tutto finito. Non ne voglio più discutere. Ho sofferto, sono stato male per questo, ma ci ho messo una pietra sopra. Adesso sono felice di poter lavorare ancora nel mondo del calcio”.


Per il futuro vorresti fare l’allenatore?

“Ho fatto per tre mesi il vice allenatore a Venezia, e sono rimasto a collaborare per il resto dell’annata. Adesso sto studiando per fare l’allenatore: è questa la strada che cercherò di percorrere, è qualcosa che ho coltivato e sto cercando di seguire perché mi piace”.


Eri a Venezia con Dal Canto. Esperienza completamente negativa?

“Purtroppo è stato esonerato. La situazione non era delle migliori. Con l’ambiente non aveva legato tantissimo però sono stati mesi intensi dove ho imparato tanto. Sono rimasto perché la società mi ha chiesto di collaborare come osservatore. Sto ampliando il mio bagaglio personale”.


Pronostico per il derby di domenica?

“Gli ultimi derby in Serie A sono stati sempre equilibrati, si sono risolti da un guizzo: da Lazarevic a Toni fino a Paloschi. Regna l’equilibrio e sinceramente spero vinca il migliore, tanto ormai sono salve entrambe, spero che ci si possa divertire e vedere una partita divertente. Credo che il derby finirà con un pareggio. Pronostico secco? Dico X”.



LUCA VALENTINOTTI


 
  • Pierinofanna7

    il 06/05/2015 alle 22:41 “Italiota?”
    No comment
     
  • Controcorrente

    il 06/05/2015 alle 16:20 “Bei Ricordi”
    altro che traditore de che ? basta con sta storia. Bandiere no ghe n'è più nel calcio volemo capirlo o no ? disime uno de stano che offrendoghe qualche €€€ in più nol va via da Verona !! ridicolo. Ho invece ammirato per anni questo ragazzo che aveva un lancio di una precisione incredibile, peccato abbia incontrato Barbabianca, altrimenti saremmo andati in A quell'anno.
     
  • Marchellas

    il 06/05/2015 alle 14:58 “Italiano”
    italiano è stato uno dei migliori giocatori che abbiamo avuto in quegli anni. Un buon regista e uno dei pochi in italia che aveva il lancio lungo preciso. Chiedere ad adailton iunco bogdani frik mutu. Quando se ne è andato mi è dispiaciuto molto ma non ho dato la colpa a lui. Sapevamo tutti di chi era la colpa(pastorello ha creato la situazione perchè lui se ne andasse e dopo arvedi non ha potuto fare altro). Traditori sono altri e vorrei ricordare che altri giocatori come Cossato prima giocavano per il chievo ma visto il gol salvezza va ben così.L' importante è che chi gioca per l'Hellas nel periodo che lo fa si comporti da professionista, non vorrei che qualcuno fischiasse Toni perchè anno prossimo cambia squadra.
     
  • Tex67

    il 06/05/2015 alle 13:55
    Ma lasciatelo perdere, sto' "carioca" con le mestruazioni croniche... I suoi commenti sembrano tutti fotocopiati: "sempre", "tristi", "super" "nessuno". Speriamo almeno che non dica a nessuno che tifa Hellas, sennò i ne ciapa par el c.. anca nella foresta amazzonica. .
     
  • Robertonji

    il 06/05/2015 alle 11:49 “Ma Traditore De Che?”
    Traditore perchè e andato al Chievo??? Italiano al Verona ha sempre fatto la sua parte e trovo ridicolo che uno possa fare affermazioni del genere. Lascia stare va, i traditori sono ben altri...
     
  • Beppe

    il 06/05/2015 alle 09:19 “Ma Siamo Seri”
    come si fa a chiamare traditore uno che passa da una squadra ad un altra? Ma siamo seri. Io desidero che un giocatore si comporti con serieta' per tutto il tempo che indossa la maglia del Verona. Se dopo passa ad altra squadra ... che lavori con serieta' la dove e' andato. I tradimenti sono altri.
     
  • Giovanni Battista Dal Brasile

    il 06/05/2015 alle 04:36 “Venduto Venduto Venduto Al Nemico ”
    quando uno va al ceo sparisce dalla storia del Verona Hellas .. avevo la tua m,aglia e sappi che l´ho bruciata ...i traditori sono sempre giuda Nessun perdono e sempre fischiato ...