BARANAINTERVISTA

BARANA INTERVISTA FUSCO
ESCLUSIVA TGGB

04/06/2017 24:00

Inizia oggi una serie d'interviste di Francesco Barana che non leggerete da nessun' altra parte. Ho chiesto a Francesco di usare la sua abile penna per dipingere dei ritratti di uomini di sport che vadano oltre stereotipi e interviste fotocopiate. In un mondo spinto verso l'informazione di plastica, proviamo nel nostro piccolo ad andare controcorrente. Iniziamo da Filippo Fusco, il direttore sportivo del Verona, uno che ha molto da raccontare. Non solo di calcio, ma anche di calcio. Buona lettura. (g.vig).


“Un giornalista chiese alla teologa tedesca Dorothee Sölle: “Come spiegherebbe a un bambino che cosa è la felicità? “Non glielo spiegherei – rispose – gli darei un pallone per farlo giocare”.

Filippo Fusco ama questo passo del libro di Edoardo Galeano “Splendori e miserie del gioco del calcio”, perché – spiega il direttore sportivo del Verona - “il calcio è un’emozione condivisa, una magia, il suo aspetto romantico muove tutto, senza quello non ci sarebbero i numeri, i bilanci, i fatturati, i milioni di euro. Noi che ci lavoriamo dentro ci troviamo a convivere con una realtà spesso cinica, ma non dobbiamo mai dimenticare quel bambino con il pallone”.

Fusco, 48 anni, avvocato, è cresciuto nella Napoli borghese: “Mio padre magistrato e poi avvocato, mia madre professoressa di matematica, loro non hanno mai amato il calcio e non avrebbero mai immaginato che un giorno potesse diventare il mio lavoro. Io e mio fratello invece eravamo appassionatissimi, ai professori dicevo che volevo fare il calciatore, in realtà ho giocato a SCARSI livelli”. Il ragazzo Fusco però studiava anche: “Ero brillante, a 22 anni mi sono laureato in legge, ma non mi bastava, volevo viaggiare, ma a modo mio”. Dunque zaino, sacco a pelo e autostop: “Ho girato gli Stati Uniti da ovest a est, poi America Latina passando per la Pampa e la Patagonia fino al Cile, meta Valparaiso, La Sebastiana, la casa di Pablo Neruda”. Un giovane Fusco preso tra due fuochi: avventura e responsabilità. “Sono tornato, ho ripreso in mano i libri e ho fatto l'esame di avvocato, ma poi sono ripartito...”. Perché 'i piedi prudono a stare fermi' diceva Luis Sepulveda: “Ho attraversato l'Australia e la Nuova Zelanda, poi ho vissuto due anni a Madrid”. A 30 anni la svolta: “Nel 1999, ero avvocato penalista a Napoli, specializzato nel ramo societario, e team manager del Napoli soltanto per diletto, il Napoli mi proposte di diventare direttore generale, da allora il calcio è diventato anche lavoro”. Fusco è un personaggio sui generis nel suo mondo, uno che come forma mentis e attitudine esistenziale arriva al calcio ma non parte dal calcio. Non solo i viaggi stile Jack Kerouac, ma anche libri divorati, tanti libri quante partite, perché “c'è una massima che io e il mio amico Marcelo Bielsa ricordiamo sempre nelle nostre chiacchierate...”


Quale?


Per indovinare un giocatore a volte può servire leggere un libro in più e guardare una partita in meno


Lei mi vuole distruggere decenni di luoghi comuni sul calcio ignorante...


Il calcio è cultura, cultura popolare, in ogni Paese esprime aspetti antropologici e sociologici del popolo che lo abita. Era così una volta: pensiamo al calcio all'italiana, pragmatico, legato alla nostra cultura machiavellica; o al calcio libero olandese, di stampo luterano, espressione di un Paese profondamente liberale; al calcio inglese 'Kick and Run'; al calcio ungherese elegante, bello e sfarzoso in linea con la tradizione imperiale austro-ungarica, senza dimenticare quello argentino, uruguaiano o brasiliano legato alla storia di quei popoli. E' così ancora oggi nonostante la globalizzazione, se io devo comprare un giocatore devo conoscere l'humus, il substrato, la cultura in cui è cresciuto. Leggere aiuta.


L'Olanda di Cruijff degli anni 70 è il suo modello. Ora la provoco: modello affascinante ma perdente, belli e leggendari, ma poi vinsero Germania e Argentina.


Ma la storia l'ha fatta l'Olanda, che ha perso solo casualmente quei due mondiali ('74 e '78, NdA), di cui è la vincitrice morale. 40 anni dopo tutti ricordano i suoi giocatori, pochi ricordano quella Germania e quell'Argentina. Come tutti si ricordano della grande Ungheria di Puskàs del 1954, non della Germania che la sconfisse.


Quell'Olanda abolì un tabù: mogli in ritiro e sesso prima della gara. Anche Pecchia in certe occasioni ha abolito i ritiri. Vedute liberali?


E' un discorso di responsabilità individuale, bisogna credere alla capacità etica del singolo calciatore, educarlo a quello che si chiama “allenamento invisibile”, cioè la qualità della vita, come mangi e quanto dormi. Il calcio è un mondo pieno di tabù: il ritiro può servire alla concentrazione, ma è uno strumento e come tutti gli strumenti deve essere maneggiato a seconda delle situazioni, senza convinzioni immutabili: spesso serve, in altre circostanze no. Ma non deve mai essere usato come strumento repressivo.


Lei è amico di Zeman, altro personaggio che coniuga l'estetica con l'etica, ma per questo a volte ha sacrificato il risultato...


Zeman è uomo di grande cultura, innanzitutto sportiva e poi calcistica. Incontrarlo e diventarne amico mi ha arricchito. C'è chi sostiene che se vuoi divertirti devi andare a teatro e non allo stadio, non sono d’accordo, il calcio deve essere divertimento, spettacolo. Se vinci ti diverti di più, ma Zeman vuole vincere rispettando le regole, quelle scritte e non scritte, facendo un gol più dell’avversario, proponendo gioco. Condivido, è più appagante.


Ma è possibile in Italia?


Sì, il Napoli di Sarri è stata una squadra propositiva, idem la Roma di Spalletti.


In Italia invece di rado è possibile uscire dal copione delle solite interviste preconfezionate. Colpa dei club che controllano, degli addetti ai lavori che hanno poco da dire, o dei giornalisti che fanno le solite domande?


Il discorso è più complesso: l'epoca in cui viviamo è schiava di una contraddizione: ci hanno illuso che con i social network e l'ipermediaticità e la spettacolarizzazione del calcio avremmo abbattuto le barriere, in realtà ne abbiamo creata una di gigantesca e inespugnabile: ognuno recita un ruolo, non è se stesso. Così ecco il paradosso, si comunica tanto ma non si dialoga più, si parla ma non ci si dice più nulla, e non ci si conosce.


Il personaggio che l'ha influenzata?


Tex Willer, temerario, non conosceva la paura e aveva innato il senso di giustizia. E Corto Maltese, per il senso di libertà e la voglia di avventura. Ho amato e amo i fumetti.


Il libro della vita?


Tutti quelli di Josè Saramago, in particolare 'Il Quaderno'; e 'Siddharta' di Hermann Hesse, che ho letto a 14 anni ed è stata un'illuminazione.


La poesia che ama recitare?


'If' di Joseph Rudyard Kipling, ci ho fatto un quadretto e l'ho appesa alla parete del mio ufficio. Ogni tanto alzo lo sguardo e la leggo, mi serve da monito.


Il film cult?


“La Vita è Bella” di Roberto Benigni e “Il Postino” di Massimo Troisi. Mi piace molto il cinema, tranne gli horror. Fa eccezione Hitchcock.


A chi deve dire grazie?


A mio padre e mia madre. Mi hanno insegnato la coerenza e lealtà. E la curiosità: fin da piccolo mi caricavano in macchina con mio fratello e mia sorella e ci portavano all'avventura. Lo devo a loro se sono un uomo libero.


Cosa detesta di più?


L'ipocrisia


Il dono di natura che vorrebbe avere?


Vorrei saper volare. Mi sono lanciato nel vuoto con il bungee jumping, la paura era tanta, la voglia di più.


La frase che si ripete ogni giorno?


“Bisogna essere duri senza mai perdere la tenerezza”. Nel mio mestiere la durezza è necessaria, può capitarti pure di non rinnovare un contratto a chi vuoi bene, guai dunque a disperdere la propria umanità.

FRANCESCO BARANA


 
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  • Giovanni

    il 07/06/2017 alle 10:57 “C'è Giornalismo E Giornalismo”
    una intervista che si commenta da sola, quando la Penna è sinonimo di garanzia.
     
  • Bald

    il 05/06/2017 alle 16:31 “Frate Indovino”
    Mah, non è un problema di criticare ma quando farlo e soprattutto motivando il perchè. Non mi piaciuta la campagna acquisti di Gennaio e ciò è stato riportato nel comuncato della Curva prima di Pasqua, ma da qui a criticare a caso con la sfera di cristallo come sta facendo qualcuno ce ne passa, Fusco ha fatto un grande lavoro e centrando la promozione diretta ha vinto senza se e senza ma, il resto sono chiacchiere da bar.
     
  • .....

    il 05/06/2017 alle 16:26 “Ecco Ne Mancava”
    l atro frocio
     
  • Mir/=\ko

    il 05/06/2017 alle 12:39 “Frate Indovino...”
    meno male: esiste anche chi ragiona col cervello e non con un fegato pieno di birra.... smarsa oltretutto!!!!!!!
     
  • Frate Indovino

    il 05/06/2017 alle 10:03 “Mir/=\ko”
    Ma lasciali fare, questi 4 falliti, che pur di fare una comparsata in A sarebbero disposti a vendere la propria madre. Pensi forse che non sappiano chi è, in realtà, Settorello? Sono dei falliti che hanno bisogno di identificarsi in una tifoseria. A loro non interessa che la società lavori bene e programmi e cresca sana e forte. A loro basta qualche comparsata in A, non importa come giunta e non importa se non avrà mai continuità. La loro vita è un accontentarsi. E per avere un attimo di gloria sono disposti a scendere a patti con chi, a questi colori, non vuole nessun bene ma solo mungere. Non si chiedono perché il Chievo sia da più di un decennio una realtà della A. A loro basta essere ingozzati di fandonie e fumo negli occhi, come non potessero ragionare con il loro cervello ed ammettere l'evidenza. L'unica cosa che sanno fare è inveire nei confronti di chi non si allinea come loro, tante pecorelle belanti che seguono tutte felici il loro pastore, mentre le porta al macello.
     
  • Mir/=\ko

    il 05/06/2017 alle 09:38 “Perché??”
    il gol del Benevento e "l'affanno" con cui abbiamo acciuffato la promozione diretta nel testa a testa col Frosinone non sono argomenti di discussione?? e tutto ciò a fronte di una stagione ancora una volta votata alle scommesse nella quale senza se e senza ma "DOVEVAMO ESSERE L'AMMAZZACAMPIONATO!!!!?io mi rivolgo a chi continua a sparare nomi di giocatori con contratti da Milan, Inter, Napoli, Fiorentina etc. etc. Abbiamo una società con possibilità di spesa da serie B ad esser buoni... talvolta pure da Lega Pro!!! inutile negarselo come è inutile continuare a dare degli "sfigati/infelici" a chi sostiene (anche dopo una promozione) che servono tanti rinforzi a questa rosa e di qualità "certificata" oltretutto, per puntare anche solo ad una salvezza all'ultima giornata!! la difesa è completamente da rifare... completamente!!!! dal portiere a tutto il resto!!!! l'unico discreto è il giovane Ferrari che, manco a farlo apposta è totalmente di proprietà del Bologna. vi sembra poco?? a centrocampo poi ci sono nodi importanti da sciogliere come il cartellino di Bruno Zuculini e l'assenza di un metronomo di qualità per la A come lo era, ad esempio, Jorginho!!! l'attacco poi è tutto racchiuso in un unico interprete: Pazzini!! il resto non è minimamente presentabile nella massima serie!! Luppi?? Trojaniello?? Siligardi?? Ve lo ricordate Siligardi in serie A, oppure credete che la promozione possa avere avuto effetti taumaturgici su questo eterno incompiuto??? qualcuno parla ossessivamente di prestiti eccellenti in luogo di acquisti... quindi nessun acquisto reale ma pagamento dei soli stipendi... vi sembra una politica lungimirante quella di vivere alla giornata?? che futuro può avere una società che non ha lo straccio di un progetto di consolidamento reale a medio termine?? ma di che parlate?? basta poi con i paragoni con il Chievo. trattasi di società diverse e di realtà diametralmente opposte!!! o Setti mette pesantemente mano al portafoglio con una vera rivoluzione (7 elementi di categoria già rodati!!!) oppure faremo una comparsata indegna in stile 2015/2016.
     
  • Mychael

    il 05/06/2017 alle 01:32 “Ultima Ora../”
    Scrive TMW (tuttomercatoweb). Lo Spezia pronto all rivoluzione: Bonato DS e Mandorlini in panchina. Manca Pastorello Presidente, Renondina come allenatore in seconda e Cannella DS per fare Bingo.
     
  • ...

    il 04/06/2017 alle 23:43 “Fabio”
    Visto, Che ti dicevo... Buona serata ci vediamo in piazza
     
  • Brasacuerta

    il 04/06/2017 alle 23:13 “Poro Aseno”
    ...el se rampega sui spei... Ridotto a sragionar tacandose a un gol del Benevento par tentar de argomentar... Pora grola infelice
     
  • Mir/=\ko

    il 04/06/2017 alle 23:07 “Infelici... Checche... Grole... Maghi Otelma Etc. Etc.”
    ah ah ah... torno a ripetere: mai vissuto un momento più fortunato e ricco a tutti i livelli!! infelice?? se lo dite voi!! intanto siete degli sfigati quanto il sottoscritto: puntualmente mi date corda rispondendo alle mie provocazioni con le vostre "analisi illuminate sulla mia personalità"!!! ed io animo sto blog di morti e me la rido....