PRESENTAZIONE IN COMUNE

Cuore Chievo e la
partita per Tommy

13/10/2018 15:14

L’associazione CuoreChievo ha organizzato per martedì 16 ottobre una partita benefica per curare l’ittiosi. La raccolta fondi è destinata a sostenere la produzione del farmaco necessario a questa malattia rara, per la quale ancora non ci sono rimedi risolutivi. La campagna di sensibilizzazione è stata avviata a Verona dal sindaco Federico Sboarina, dopo aver incontrato un mese fa i genitori del piccolo Tommy, 5 anni, affetto da ittiosi lamellare.

“Una partita per Tommy” si disputerà fra Chievo Legends e All Stars del capitano Damiano Tommasi alle ore 17,30 al Bottagisio con biglietto di ingresso 15 euro. Il ricavato andrà interamente devoluto alla causa.

L’iniziativa benefica è stata presentata questa mattina con la presenza del sindaco Federico Sboarina, Alessandro Cardi presidente CuoreChievo, Fabio Moro capitano Chievo Legends, Massimo Bucci preparatore atletico delle giovanili del Chievo e papà di Tommy, Adriano Tomba segretario generale della Fondazione Cattolica, che sostiene l’evento insieme a Aic onlus, Lollo’s Group e Tommasi vini.

“Sono orgoglioso della nostra città – ha detto il sindaco – perché risponde sempre attivamente quando ci sono cause importanti come questa. Qualche settimana fa mi sono impegnato con i genitori del piccolo Tommy a sostenere la raccolta fondi necessaria per il farmaco. L’iniziativa di oggi è particolarmente significativa perché ci aiuta a coinvolgere il mondo dello sport e a far conoscere sempre di più questa malattia rara, per la quale serve l’aiuto di tutti. Fortunatamente la ricerca ha già prodotto buoni risultati, adesso si tratta di trovare i fondi per la produzione del gel che aiuterebbe Tommy e tutte le persone come lui ad avere una quotidianitàmigliore: Siamo solo all’inizio, so che Verona farà anche molto altro”.

“Qualsiasi disabilità non è mai veramente tale – ha detto Alessandro Cardi – se la si guarda con occhi diversi. Nel caso di questa malattia ci sono soluzioni a cui vogliamo contribuire”.

“Si tratta di fare l’ultimo miglio – ha aggiunto Adriano Tomba -. Un traguardo a cui si arriva con il contributo di molti. Non possono farcela da sole le istituzioni, serve una intera comunità che prenda a cuore la causa”.

La mancanza di un enzima provoca la secchezza della pelle, che perde elasticità e impedisce di sudare. La ricerca realizzata dall’università tedesca di Munster è riuscita a creare un gel che permette di curare la malattia. La sperimentazione sugli animali ha già dato risultati positivi, ma ora sono necessari 2 milioni di euro per realizzare i prototipi della crema e circa 15 milioni affinché l’industria farmaceutica avvii la produzione. La distribuzione del gel rappresenterebbe un risparmio anche per il Sistema sanitario nazionale che fornisce già i malati di altri farmaci non risolutivi.


 
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