FORTITUDO MOZZECANE CALCIO FEMMINILE

Sgreva e la passione
del settore giovanile

30/11/2018 15:10

Gianluca Sgreva, responsabile del settore giovanile della Fortitudo Mozzecane. Il peso dell’insegnamento fin da piccoli, il calcio come sport, divertimento e insieme di valori positivi. Tutto questo per far crescere il movimento del calcio femminile.


Perché ha deciso di intraprendere la via del settore giovanile?


«Ho questo incarico da luglio. Ho scelto di farlo perché credo molto nelle squadre giovanili. Penso che una squadra maggiore, in ogni sport, debba essere affiancata da un settore giovanile all’altezza. Per me è un’enorme soddisfazione vedere l’insegnamento dato ai più piccoli. Questo è il motivo principale».


Quali sono le responsabilità che richiede questo incarico?


«Il mio lavoro consiste nel gestire i rapporti tra la società, i genitori delle ragazze e le giocatrici stesse; inoltre devo coordinare le varie attività che riguardano le squadre del settore giovanile, come l’organizzazione delle partite, amichevoli e non, le riunioni, i colloqui con allenatori e dirigenza».


Per lei qual è l’insegnamento principale per una giovane?


«Il lavoro che c’è da fare è insegnare il calcio. Tutto ciò però deve essere fatto tenendo conto dei valori dello sport. Vorrei che le piccole calciatrici capissero che il calcio è divertimento prima di tutto, che è un gioco e tale deve rimanere. Il calcio è fair play ed è fatto di regole e valori che vanno rispettati: questo è il primo passo da fare quando ci si approccia a questo sport».


Vede differenze sostanziali rispetto a qualche anno fa? Il movimento femminile è effettivamente cresciuto?


«Sono due anni che sono nel calcio femminile e posso dire che già rispetto alla passata stagione vedo piccoli cambiamenti molto positivi. Le bambine giunte alla Fortitudo sono aumentate di numero e inoltre non siamo più solamente noi che andiamo alla ricerca di giocatrici, ma sono le stesse bambine che, insieme ai genitori, vengono ad informarsi perché sono interessati a lanciarsi nel mondo del pallone femminile. Direi che questo è un bel passo in avanti; dobbiamo continuare così per il bene del movimento e dobbiamo far sì che le ragazze abbiano la possibilità di entrare in un ambiente che sia il più sano possibile. Il calcio femminile, pur non essendo ancora considerato al pari di quello maschile, ritengo stia procedendo bene e che non stia commettendo alcuni errori che invece sono stati fatti in campo maschile; basta pensare alle nazionali. Quella maschile è in grossa difficoltà, quella femminile sta crescendo e ci sta regalando soddisfazioni».


Quest’anno stanno giungendo risultati molto positivi dalle “piccole gialloblù”. Una conferma del lavoro che la Fortitudo sta svolgendo con le varie squadre del settore giovanile?


«È una conferma senza dubbio. Non stiamo guardando al risultato, perché le prime cose che vogliamo trasmettere sono la tecnica e la voglia di giocare, anche se ovviamente quando arrivano i risultati positivi siamo felici perché significa che stiamo facendo qualcosa di buono. Sono soddisfatto e anche un po’ sorpreso dei passi in avanti che il settore giovanile sta facendo. È importante che tutte le squadre siano coordinate tra loro: dai primi calci alla prima squadra, perché un bambina deve aver voglia di migliorare e impegnarsi per arrivare alle allieve e giocare quindi campionati interregionali, una della Primavera deve aver voglia di migliorare per aspirare alla prima squadra, bisogna che ci sia un miglioramento che coinvolga tutti i settori e le giocatrici di tutte le età».


Riccardo Cannavaro


 
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