POLEMICHE PER L'IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE CHE SAREBBE FUORI NORMA

PAYANINI, RESTA IL BUIO
PROTESTANO I GENITORI

14/03/2019 10:58

Impianto di illuminazione fuori norma e il nuovo stadio del rugby, il futuristico Payanini Center, è rimasto al buio.

Il provvedimento del Comune di Verona ha fatto imbestialire Vladimir Payano, marito della presidentessa del Verona Rugby Raffaella Vittadello, che in un post su Facebook ha attaccato l'amministrazione comunale. "Quasi tutti gli impianti sportivi del comune di Verona sono fuori norma e tanti privati altrettanto e nessuno è mai stato spento o chiuso" ha scritto Payano. Che poi ha rincarato la dose, ricordando che l'impianto è stato in pratica donato alla città, costruito in tempi brevissimi. "Vorrei pubblicamente informare tutta la città che se fare del bene comporta portarsi a casa odio, invidia, ingratitudine, problemi... procederò a chiedere la formale chiusura tanto del Payanini center ed alla rinuncia della proprietà del Verona Rugby con tutte le conseguenze sociali e umane che suddetta decisione avrà".

Il Verona Rugby ha ricordato di aver chiesto una proroga per la presentazione di tutta la documentazione per la messa a norma dell'impianto, proroga che il comune avrebbe concesso. Ma ieri è arrivata la mazzata: "Si diffida" si legge nella comunicazione del Comune "la ditta Payanini immobiliare a tenere spento l'impianto di illuminazione esterna dei campi fino ad avvenuto adeguamento".

Il vertice previsto oggi con il sindaco Sboarina si è concluso invece con un nulla di fatto. Sboarina ha le mani legate dopo l’ispezione dell’Arpav per cui si devono attendere i lunghi tempi della burocrazia affinchè l’iter dell’omologazione dell’impianto di illuminazione vada avanti. Nel frattempo i genitori dei circa 150 bambini che partecipano al minirugby e che hanno trovato nel Payanini center un fantastico centro hanno deciso di protestare con una fiaccolata notturna. Affinchè la luce torni a illuminare anche le menti oscurate della burocrazia. (g.vig.)


 
  • Hellasmi

    il 14/03/2019 alle 19:22 “Abbagliante Co.glione”
    Solo un burocrate mentecatto può aver scritto il commento sottostante. O uno dei politici pessimi che da anni vessano ormai Verona impedendogli di volare alto. DEVI ABBASSARE IL PARASOLE COGLI.ONE? E non pensi a quanto quell'impianto abbia fatto vivere un intero quartiere, quanto lo sport possa togliere i ragazzi di oggi dalla strada, quanta droga e quanta delinquenza il Payanini center toglierà nel futuro? Lui deve abbassare il parasole... Sei un povero imbec.ille e quando leggo questi commenti mi vergogno che ci sia gente della mia meravigliosa città che la pensa come te. ASI.NO.
     
  • Antonio

    il 14/03/2019 alle 14:07 “Verona....”
    città di origini contadine dove l’invidia e la cattiveria verso tutto e tutti sono le fondamenta principali che portano ad un unico scopo che è quello di preservare i propri interessi piccoli o grandi che siano...!
     
  • Marco

    il 14/03/2019 alle 12:16 “Abbagliante”
    Sarebbe interessante che scriviate anche il motivo per cui non è a norma l'impianto. Altrimenti è un po' leggero come articolo, e pare solo una presa di posizione contro l'operato dell'amministrazione comunale. Quando passo, tutte le sere, devo tirare giù l'aletta parasole: sia questo il problema? "Art. 5 comma g LEGGE REGIONALE n. 17 del 07 agosto 2009: I comuni provvedono a individuare gli apparecchi di illuminazione pericolosi per la viabilità stradale e autostradale, in quanto responsabili di fenomeni di abbagliamento o distrazione per i veicoli in transito, e dispongono immediati interventi di normalizzazione, nel rispetto dei criteri stabiliti dalla presente legge" Se il problema è questo, il comune fa il suo dovere. Io, in caso di incidente, visto che c'è da rimanere abbagliati, e visto che molti utenti del Payanini inchiodano in via San Marco per entrare nei parcheggi, solleverei la questione al comune. Un ultimo aspetto: vedere spuntare come un fungo un impianto del genere non è poi una bella cosa.., bello utile ecc quanto si vuole, ma con una viabilità limitatissima, e sempre nella solita zona, è l'ennesima ferita urbanistica. Servono scelte differenti