L'INTERVISTA

DELNERI: IL CHIEVO IN B?
MI FA MALE AL CUORE

16/04/2019 22:33

“Mi fa male al cuore vedere retrocedere il Chievo. Domenica ero emozionato. Provavo dispiacere, ma anche orgoglio per quello che il Chievo ha rappresentato per vent'anni. Ho ripensato a quello che abbiamo fatto, al rapporto che ho con il presidente, che sento spesso...”.

Gigi Delneri risponde dalla sua casa di Aquileia. In questi giorni si sprecano gli epitaffi: “La fine della favola” è il tema ricorrente sui giornali nazionali. E allora logico pensare a Delneri che quella “favola” - così si scriveva all'epoca - l'ha narrata in prima persona tra il 2000 e il 2002. “Gli anni più belli. Tracciammo una strada. Allora tutti davano due mesi di vita al Chievo in serie A... Eravamo una banda di sconosciuti, il club di quartiere che diventa grande tra i grandi”. Delneri ritornerà sulla panchina clivense anche nel 2006-2007, stagione della prima retrocessione: “Ma allora fu diverso, retrocedemmo a 39 punti, lottando fine alla fine...”

Oggi invece si respira un clima da fine impero...

“Invece voglio sperare che il Chievo possa tornare subito in alto, perché ormai è un patrimonio della serie A. Certo, allora il Chievo si ritrovò in B con giocatori fuori categoria. Oggi magari deve sistemare delle cose, ma deve provarci immediatamente”.

Ma i bilanci sono in rosso...

“Ho letto, ma non ho approfondito queste questioni. Io guardo al calcio e credo che, lavorando in un certo modo, si possa risalire comunque”.

Si parla del ritorno di Sartori. Ci crede?

“Nel calcio mai dire mai, ma Sartori sta facendo un grande lavoro all'Atalanta, non è che sia in ritiro sul lago Maggiore. Non penso possa accadere”.

Lei ritornerebbe?

“Guardi, credo che la mia storia con il Chievo appartenga al passato e penso che Di Carlo sia l'allenatore giusto per ripartire. Poi, ripeto, nel calcio mai dire mai, le cose nel nostro ambiente cambiano in fretta”.

Ma lei è ancora in pista, giusto?

“Dipende, se arriva una società che mi propone qualcosa di interessante sì, sennò resto anche qui a casa mia”.

Ha avuto una parentesi anche all'Hellas di Setti. Qui la gente è arrabbiata, lo sa?

“Sì sto seguendo. Verona ama l'Hellas, è la squadra della città, con un potenziale di pubblico fisso di 25 mila persone. La gente pretende la serie A, normale che il clima non sia dei migliori”.

Lei che idea si è fatto?

“Il Verona negli ultimi anni ha avuto troppa discontinuità, A e B, B e A, difficile poter far risultati così e strutturarsi. Setti è un presidente calcisticamente giovane, forse non riesce a trovare la giusta sintonia con la piazza”.

Ma vista la forza economica del paracadute, il campionato è decisamente sotto le aspettative...

“Il Verona è inferiore al Palermo, che ha più esperienza, ma con Brescia e Lecce se la sarebbe potuta giocare. Ma il Lecce ha l'entusiasmo, la leggerezza e la spregiudicatezza mentale della matricola, mentre il Brescia con Corini propone un calcio di grande qualità tecnica. 'Genio' schiera sempre due punte e una mezza punta”.

Grosso invece alterna Di Carmine e Pazzini. Con lei giocherebbero assieme?

“Sì, io ho sempre giocato con due punte fisse. Ma ogni allenatore ha le sue idee”.

Grosso lei lo ha allenato a Palermo e alla Juve. Che tipo è?

“Io l'ho conosciuto come calciatore e non come allenatore. Da giocatore era un ragazzo mite, serio, disponibile ed educato”.

Pare non brillare in empatia...

“E' sempre stato uno che esterna poco. Io spero possa farcela ai play off, Verona merita almeno una squadra in A”.

Prima accennava a Corini. Contento di vederlo finalmente un allenatore compiuto?

“Molto. Lui è bravo sia nella gestione che nell'insegnamento. Credo che certi passaggi a vuoto gli siano serviti. Ma guardi che in quel Chievo almeno 7-8 sono diventati allenatori, compreso chi in seconda, chi dei portieri. Infatti ogni volta che li risento ai ragazzi dico sempre la stessa cosa...”

Cioè?

“'Adesso che grazie a me allenate tutti lasciate un pezzo di torta anche al vostro vecchio mister. Che sennò non alleno più' (risata fragorosa, ndr)”

FRANCESCO BARANA


 
  • Robyvr

    il 17/04/2019 alle 13:46 “...”
    copate
     
  • Stefano

    il 16/04/2019 alle 19:07 “Del Nevi.....”
    A che nol sia un infarto.