L'ADDIO DEL CAPITANO

Sergio e la sua storia
d'amore con il Chievo

10/05/2019 14:36

Vite che capìtano e vite da capitàno. Sergio ha scelto la seconda. Quella che più gli si addice, quella vita non sempre facile, ma che adesso a distanza di anni fa parte di lui. Simbolo di questa piccola realtà che l’ha reso immenso. Simbolo di questi colori fuori e dentro dal campo. Il Presidente Campedelli lo voleva già nel lontano 1998. Nessuno poteva sapere cosa sarebbe poi diventato. Se come dice Venditti, “certi amore non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”, forse quello che caratterizza questa dolce favola, è sicuramente il fatto che questo amore verso il Chievo, è stato sempre qui. A Verona, casa sua. Ciò che l’ha sempre contraddistinto è stata la sua voglia di non arrendersi mai, che via via, ha conquistato anche tutta la mentalità della squadra. L’ultima bandiera di un calcio puro e romantico che ormai non esiste più. Questo è Sergio. Mi è sempre piaciuto definirlo un eterno Peter Pan: il giovane ragazzino che non invecchia e non muore mai. Lui come Peter, il Chievo la sua amata Wendy.

“Sono stati mesi e mesi di un continuo ragionare, non è una scelta presa da un giorno all’altro. Penso sia giusto dopo 19 anni, lasciare spazio agli altri. Non è facile, ma quando qualcuno ha la voglia di giocare anche ad una certa età come me, può essere un problema per questa società. Ed io, per questo club voglio solo il meglio. Ringrazio tutti per il supporto che mi è stato dato. Quando inizio una cosa, voglio portarla a termine e se so che non riesco a farlo, non inizio nemmeno. Ho finito con il mio ciclo; alti e bassi, ma sempre come una famiglia”.

Quali sono le cartoline che avrai sempre nel tuo cuore in questo Chievo? “Ne ho tantissime. Da quando sono arrivato fino ad ora. Nella mia carriera, ho più perso che vinto e proprio per questo posso dire che le cose negative, mi hanno reso quello che sono adesso. Sono andato in Nazionale con il Chievo e ho anche segnato. Ho fatto tutto con le mie forze e ho fatto tutto per questo Chievo. Le partite del Chievo che mi sono piaciute di più, sono quelle dove tutti ci davano per spacciati e alla fine gli abbiamo dato del filo da torcere. Ho sempre amato quelle sfide dove l’impossibile poteva diventare possibile. Rimpianti? Ne ho avuti quando per scelte tecniche ho perso il mio posto da titolare, ma poi mi sono girato e ho visto tutti i miei compagni che credevano in me. Lì, ho pensato che rimpianti alla fine non potevo averne”.

514 partite con la maglia gialloblù e ben 139 reti segnate. Traguardo incredibile. “La partita che rifarei più di tutte, è sicuramente il 2 a 2 contro la Juve a Torino. In quell’occasione, so per certo che dovevo tirare, potevo segnare e potevamo vincere, ma in realtà ho preferito dare la palla al mio compagno. Le cose sono andate così, ma se potessi tornare indietro forse tirerei senza pensarci due volte”. E ancora: “Quello che provo ora, è un mix di emozioni. Prevale soprattutto la rabbia: non sono riuscito a dare il mio contributo alla squadra sia per gli infortuni, sia per scelte tecniche. Cos’altro devo dire? Nient’altro, se non grazie. GRAZIE DI CUORE A TUTTI”.

No Sergio, siamo noi che ringraziamo te. Per quello che sei stato per il calcio italiano, per quello che sei e per la parentesi che sempre rappresenterai nel futuro di ognuno di noi. Grazie perchè i tuoi goal sono stati il pane quotidiano di ogni dibattito calcistico del lunedì mattina al bar. Grazie perchè ci hai fatto credere ancora nelle favole: il buono vincerà sempre sul cattivo e l'amore, quello per il TUO Chievo, quello vero, trionferà sempre. Grazie per l'uomo che sei in un mondo calcistico finto e dominato da business e moralità. Grazie perchè anche nel giorno più triste del tuo addio al calcio, ti sei comportato da vero e proprio leader. Grazie perchè non scorderemo mai quella magica tripletta contro la Juventus e quella fantastica cavalcata del Chievo dalla B alla A. Grazie perchè ci sei sempre stato. Cosa ovvia, ma di certo non da tutti.

Semplicemente grazie. Grazie Sergio, grazie immenso ed eterno CAPITANO!

ELEONORA TACCONI


 

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  • Penzo11

    il 11/05/2019 alle 21:20 “Capo Scommesse”
    Capitano delle scommesse, come in Chievo/Modena serie A
     
  • Mr. Onestà

    il 11/05/2019 alle 14:09 “Intercettazioni”
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  • Mr. Onestà

    il 11/05/2019 alle 13:53 “Indagato Per Calcioscommesse”
    Eroe clivense http://www.veronasera.it/cronaca/calcioscommesse-pellissier-rinviato-a-giudizio-25-aprile-2018.html
     
  • Setti Vattene

    il 11/05/2019 alle 09:10 “Maxverona”
    Deso va ben tutto, ma dire che ve piase lo sport ricco de valori veri, col presidente indaga' par frode sportiva dalla giustizia sportiva prima, e da quella ordinaria dopo, me par un tantin eccessivo
     
  • Maxverona

    il 10/05/2019 alle 21:43 “Immenso Capitano!”
    Immenso 'capitano', grazie grazie grazie. Non sarà più la stessa cosa andare allo stadio sapendo che non ci sarai. Tu sei la storia del Chievo, e la storia è maestra di vita. In bocca al lupo 'capitano', ovunque sarai chiamato a camminare. Ti auguro di avere sempre, come già hai dimostrato tutti questi anni, 'la legge morale in te ed il cielo stellato sopra di te'. PS.: @Paolo, domandati perché, se hai l'onestà intellettuale per risponderti; ti do un aiutino. Forse perché questo portale non lo sentiamo nostro, come già 'Fungitossico' ha scritto? Forse perché non siamo 'soli contro tutti', non 'odiamo tutti', ma stiamo con tutti perché ci piace lo sport, quello ricco di valori veri?
     
  • El Curioso

    il 10/05/2019 alle 21:23 “Quesito”
    Quando è la sentenza sul calcio scommesse?
     
  • Fungitossico

    il 10/05/2019 alle 21:19 “Forse Perché...”
    non è il portale giusto. qui non si frequenta
     
  • Paolo

    il 10/05/2019 alle 20:42 “Non Se Dise I Foghi”
    Ma un commento da un tifoso del Chievo me lo sarei aspettato. Siete proprio meno del nulla. Forza hellas