CALCIOMERCATO

LE SCHEDE DEI NUOVI
LAZOVIC, IL FEDELISSIMO

15/08/2019 09:53
Un altro fedelissimo alla corte di Juric. Darko Lazovic, serbo di Cacak, conferma la filosofia pauperista del mercato del Verona: l'ingaggio perlopiù di svincolati e pretoriani di Juric, sempre più allenatore-manager. Tuttavia Lazovic è una garanzia. Reduce da un'ottima stagione personale con il Genoa (33 presenze, 3 gol e 4 assist), è un arrivo di qualità, un tassello da serie A. E a 29 anni (li compie a settembre) è nel pieno della carriera. Setti lo ha vincolato fino al 2022, mentre Juric è colui che tre anni fa diede un'identità a questo esterno fino ad allora tatticamente apolide. Lazovic, che una volta sarebbe stata definita la classica ala destra che però può svariare anche a sinistra, infatti nel calcio simmetrico dei moduli in linea per anni è stato considerato un ibrido: un po' esterno di centrocampo, un po' da tridente offensivo, perfino trequartista. Roba da scomodare le crisi d'identità pirandelliane di “Uno nessuno centomila”. Il tecnico di Spalato lo ha trasformato in laterale destro di mediana, “abbassandolo” di qualche metro. “Lì Lazovic può fare ancora meglio – dichiarava Juric al secolo XIX l'11 ottobre 2016 – spostandolo in posizione più arretrata la paura principale era riguardante la fase difensiva, invece ha dimostrato di avere gamba e caratteristiche per farla bene. Così come partendo da dietro è migliorata anche la sua fase offensiva”.
Lazovic grazie a quella mutazione genetica in quel periodo diventò un gran crossatore (il migliore della serie A e tra i primi dieci in Europa), tuttavia perso Juric, proprio per la sua duttilità è tornato a migrare per il campo: l'anno scorso ha giocato spesso esterno sinistro, con Ballardini addirittura mezz'ala. Ma è chiaro che ritrovare il “suo” mentore gli permetterà di tornare nel “suo” ruolo. Nazionale serbo, Lazovic non eccelle in fisicità, ma ha estro e tecnica. Non è un gran goleador (a parte i 10 gol nel 2014-15 e i 9 nel 2011-12 con la Stella Rossa), nonostante nel bagaglio avrebbe il tiro dalla distanza e abilità nei calci piazzati. E' cresciuto nella squadra di casa, nel Borac Cacak, dove ha debuttato ancora minorenne e si è messo in luce anche in Europa League. Ma è nella mitica Stella Rossa che il ragazzo è esploso: arrivato nel 2009, 140 presenze, 32 gol e 30 assist tra campionato, coppa nazionale e coppe europee in sei stagioni, con tanto di fascia di capitano. Nel Genoa quattro annate altalenanti: negativa la prima con Gasperini (2015-16), brillante la seconda con Juric (e la breve parentesi di Mandorlini), mediocre la terza dove perde presto il posto da titolare con l'arrivo di Ballardini, ottima l'ultima, grazie alla quale ha ritrovato anche il posto in nazionale. Con Badu e Veloso finora il miglior arrivo. Funambolo
FRANCESCO BARANA

 
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