IL GIOCATORE DEL CHIEVO

Instagram, intervista
a Salvatore Esposito

06/04/2020 19:07

“Come trascorro le giornate? Come tutti sono chiuso in casa a Verona. Vivo da solo, pertanto in cucina devo fare da me. Mia mamma mi dà qualche consiglio su ricette e tempi di cottura. La quarantena, soprattutto per chi è lontano da casa, è più dura. Cerco poi di tenermi in forma con esercizi aerobici e tapis roulant. Allenarmi e giocare mi manca tantissimo, ma ora conta la salute e come tutti spero che l’emergenza rientri il prima possibile”. Così in sintesi il giocatore del Chievo, Salvatore Esposito, intervistato sul canale Instagram dal giornalista Nicolò Schira. Prosegue il centrocampista: “Nel tempo libero mi svago con Playstation e socialnetwork”.

Sul Chievo: “E’ un bel cocktail di giovani ed esperti. I giovani sono ben contenti di affiancare gente del calibro di Giaccherini, Meggiorini, Cesar, Frey e Obi. Da loro non si può che imparare”.

Da piccolo: “La mia prima squadra è stata quella del Rione Cicerone. Papà era un allenatore e mia mamma mi ricorda sempre col pallone fra i piedi. A 11 anni, l’osservatore Roberto Clerici, volle me e mio fratello Sebastiano, al Brescia e poi all’Inter. In nerazzurro approdai a 14 anni. Ricordo con piacere l’Inter, perché è stata come una famiglia. Ho stretto amicizie importanti e sono stati anni molto belli. Andai via a 18 anni. Vinsi 2 scudetti con in squadra giocatori come Bettella, Gavioli, Pinamonti e Merola che poi ho ritrovato in Nazionale”.

Sull’esperienza Spal: “Andai a Ferrara per giocare di più. In Promavera giocavo titolare e qualche volta venivo convocato in Prima Squadra”.

Poi il Ravenna: “A gennaio 2019 decisi di andare in prestito al Ravenna. In giallorosso sono cresciuto tantissimo e venni convocato per il Mondiale Under 20. Esordii con la Triestina e perdendo 2-0, rimontammo 2-2, anche grazie ad una punizione calciata e segnata da me al 94’. Nel derby contro il Rimini invece segnai il gol vittoria sempre su punizione”.

Al Mondiale Under 20 e l’Under 21: “Nessuno avrebbe scommesso su di noi, anche perché mancavano Zaniolo e Tonali. Facemmo invece una grande figura e ci piazzammo fra le prime quattro. In Under 21 provai una sensazione straordinaria esordire a Ferrara, città in cui ho giocato ed in cui sono cresciuto”.

Sulla Juve Stabia: “Le “vespe” sono la mia squadra del cuore e quando dovetti giocar contro loro, la notte non dormii”.

Su suo fratello Sebastiano: “Siamo molto legati e ci tifiamo a vicenda. Quando lui esordì a San Siro contro il Borussia Dortmund, in Champions, andai a vederlo. E’ stata una grandissima emozione. Lui ricambiò la visita quando con il Chievo, giocai contro la Juve Stabia”.

Sulle punizioni: “Mi piace molto calciarle e sono diventato uno specialista. Devo migliorarmi sui gol in azione. A Cosenza feci il mio primo gol in B, sempre su punizione”.

Su Vignato: “Siamo molto amici e son convinto farà faville anche in Serie A. Per questa categoria è già prontissimo”.

Sul suo idolo: “Manco a dirlo, Francesco Totti. Bravissimo in tutto, ma ciò che mi faceva impazzire di lui erano gli assist no-look. Il mio compagno più forte? Senza dubbio Zaniolo che sono certo, diventare uno dei migliori al mondo. Studio però Pirlo e De Rossi, voglio imparare le loro giocate e movimenti. Tra Messi e Ronaldo chi preferisco? Messi”.

Fra gli avversari: “Mi ha impressionato Kulusevski nella finale Scudetto Allievi tra Inter e Atalanta, ma in B, ricordo Nicolas Viola del Benevento”.

Qualche sogno nel cassetto: “Beh, l’esordio in A e raggiungere la Nazionale A”.

Sulla città di Verona: “E’ stupenda e mi ci trovo benissimo. Ormai la conosco bene”.

A.F.


 
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