EMERGENZA CORONAVIRUS: ECCO COME VOLLEY E BASKET AFFRONTANO QUESTO MOMENTO

L'URLO DISPERATO
NON C'E' SOLO IL CALCIO

19/04/2020 11:52

“Qua pare che solo il calcio abbia problemi. Degli altri sport, chissenefrega...”. Sarcasmo amaro quello di Gianluigi Pedrollo, patron della Scaligera Basket. Pedrollo, con la consueta esuberanza, in realtà tocca un tasto dolente: il mondo degli “altri sport”, che si sente quasi dimenticato mentre la pandemia ha ribaltato anche le logiche economiche al loro interno. Tutti hanno annullato i propri campionati, tranne appunto il calcio.

Stefano Magrini, presidente di Bluvolley, inquadra la situazione “scattando” una fotografia nitida: “Il calcio ora è prigioniero dei diritti tv, per questo non vuole chiudere la stagione. In serie A i presidenti dei club, almeno quelli medio-piccoli dal 7° posto in giù, non mettono un euro di tasca loro, anzi sono a libro paga e si portano a casa utili grazie alla televisioni. Non possono permettersi che queste riducano i contributi”.

Basket e volley sono il secondo e terzo sport italiano, a Verona sono seguitissimi con migliaia di appassionati. Eppure ricevono poco niente da quelle stesse televisioni che riempono d'oro il calcio. Perciò la domanda che sorvola un po' inquietante è: riusciranno a ripartire? Pedrollo scuote la testa e butta lì: “Non è detto che il basket ce la faccia e non è catastrofismo il mio. Già oggi una buona fetta di club non è solvibile, noi siamo quasi un'eccezione”. “Sia chiaro – dice – la tragedia sono i morti negli ospedali, le robe di sport sono minime e con un po' di grano salis di giocatori e Federazione nel basket le possiamo risolvere. Il problema non è tanto chiudere i bilanci di questa stagione, l'ammanco lo riusciamo a recuperare con il taglio degli stipendi dei giocatori del 30% con i quali siamo a buon punto nella trattativa. Il nodo vero è programmare la prossima: come riuscirò a fare un bilancio economico preventivo? Si giocherà a porte chiuse? Con il palazzetto vuoto non è più basket, e paganti e abbonati rappresentano quasi il 20% del nostro budget. E gli sponsor che faranno con la crisi economica che si è aperta? Veronesi di Calzedonia adesso ha 1500 negozi chiusi, ma il discorso vale anche per le tante aziende che ci danno contributi minori. Come posso firmare i contratti con i giocatori senza sapere quanto saranno i miei ricavi? E con i contratti pluriennali come facciamo? Quando sono stati firmati mica avevamo previsto una pandemia mondiale”.

Magrini è più fiducioso: “Sia chiaro, per noi la chiusura anticipata del campionato significa perdite economiche consistenti, ma sono sicuro che supereremo l'impasse e ripartiremo ancora più forti e ambiziosi. Certo, se si dovesse giocare a porte chiuse perderemmo la biglietteria che per noi è il 15% del budget, inoltre la crisi economica del Paese si traduce in meno liquidità delle aziende e di conseguenza anche meno denari da mettere nello sport. Come dicevo prima, nel calcio i presidenti guadagnano, nel volley i soldi li mettiamo di tasca nostra”. Tuttavia, continua Magrini, “io credo che questa crisi possa aprire anche nuove opportunità. Aggiungo: il mondo della pallavolo si sarebbe dovuto ridimensionare anche prima, non è possibile continuare con club che spendono 9 milioni di euro l'anno e giocatori che arrivano a mezzo milione annui di ingaggi. Quando riprenderemo ci saranno budget e campionati più equilibrati, tranne forse Trento e Perugia che rimarranno potenze”.

Ma come ripartire? Pedrollo spiega che “adesso è prematuro e poco serio fare previsioni, come dicevo, non abbiamo idea dei ricavi. Ma, ripeto, serve intelligenza di tutte le componenti: la Federazione deve aiutare i club virtuosi con dei contributi, i 50 mila euro che ha deciso di stanziare non ci bastano, sono nulla. E ai miei giocatori farò una proposta: vi taglio degli ingaggi del 50%, ma tutto quello che ricavo in più rispetto alle previsioni ve lo restituisco in premi. Vorrei confermare interamente il roster attuale, perché è forte e perché quest'anno non l'abbiamo mai visto al completo, ma i ragazzi devono venirmi incontro”. Magrini, dal canto suo, non crede al sistema della premialità: “I giocatori in genere sono sempre poco propensi a discorsi del genere. Come Bluvolley stiamo studiando due ipotesi di ripartenza: o il taglio degli ingaggi e chi ci sta ci sta, oppure rinnovamento della squadra pescando molto dall'estero con giovani di talento. A tal proposito sto già sondando il mercato”.

FRANCESCO BARANA


 
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