IL DIFENSORE GIALLOBLU'

Empereur: Fin da piccolo
sognavo la Serie A

20/05/2020 20:05

“Finalmente è arrivata la fase 2 dopo la quarantena causata dal virus e siamo tornati a fare gli allenamenti individuali a Peschiera. Sto bene e mi mancava moltissimo uscire e vedere la gente. E’ stato tutto strano. Quando portavo il cane in giro, Verona sembrava una città fantasma. Sembrava di stare nel film “Io sono Leggenda”, in cui ha recitato Will Smith. Dopo un bel po’ di tempo fermi o quasi, per via dell’allenamento a casa, riprendere con più intensità a Peschiera è stata dura. Ancora si lavora individualmente ed il pallone lo tocchiamo sempre ognuno per conto proprio. Si rispettano poi tutte le misure del protocollo anti-contagio”. Così in sintesi, il difensore gialloblù, Alan Empereur intervistato per la rubrica “A tu per tu”, dall’account Instagram dell’Hellas. Prosegue il giocatore: “La stagione scorsa è stata bellissima. Anche perché ormai nessuno ci credeva più ad andare in A. Dalla vittoria con il Foggia, cambiò tutto. Anche dopo la finale playoff d’andata persa col Cittadella per 2-0, eravamo sicuri di andare in Serie A. Eravamo certi della rimonta. Uno dei momenti più belli? Ce ne sono stati tanti. Ricordo il mio grande gol contro il Perugia, sempre ai playoff. Il primo tra i professionisti. Un siluro da fuori che si è insaccato al sette”.

Su questa stagione: “Arrivare in A è stato sempre il mio obiettivo, già da quando partii da piccolo per venire qua in Italia. Ho dovuto vincere 2 Campionati prima di arrivarci, ma la soddisfazione è immensa. E’ stata dura, ho dovuto fare tanti sacrifici e sono contento d’aver tagliato questo traguardo. Il Verona? La nostra forza è il gruppo. E’ stato bravo il mister, ma anche il direttore sportivo. Complimenti anche a noi giocatori. Si tornerà giocare? Vedremo. Intanto ci stiamo preparando. Attendiamo gli sviluppi”.

Sulle sue origini: “Sono nato a Ipatinga in Brasile. La città è piccola e ci ho vissuto fino a quando avevo 13 anni. Poi sono arrivato in Italia. Ho origini italiane, dalla parte di mio padre. Tra l’altro ho anche parenti ad Aosta”.

Sul compagno di squadra che l’ha sorpreso di più: “Kumbulla. Si vedeva che aveva tante qualità, ma gli infortuni l'anno scorso lo hanno frenato. In questo Campionato è esploso ed arriverà lontano”.

Su cosa avrebbe fatto se non avesse fatto il calciatore: “Non saprei. Sicuramente avrei continuato gli studi. Avevo l’idea di fare l’avvocato”.

Sugli hobby: “Mi piacciono i videogiochi di calcio e di strategia”.

Sul suo idolo calcistico: “L’ex attaccante del Brasile, Ronaldo è stato il più grande, ma anche il difensore Thiago Silva. Il mio punto di riferimento però è Sergio Ramos. Ha un grande carattere”.

Sul suo obiettivo: “Mi piacerebbe fare un bel percorso in A col Verona. Ora non chiedo altro”.

Sulla scelta del 33 con numero di maglia: “Ho scelto il 33 perché ero stanco del 13, con cui avevo avuto un po’ di infortuni. Il 33 è stato più fortunato L’ho tenuto anche in A”.

Su chi tifa in Brasile: “Non tifo nessuno in particolare. Da piccolo tifavo Cruzeiro, ma è da sempre il rivale dell’Atletico Mineiro, dove poi sono approdato. Da quel momento è cambiato tutto. Seguo anche il Flamengo. Senz’altro tifo la nazionale brasiliana. Quando in un Mondiale il Brasile viene eliminato, tifo Italia”.

Sull’amico ed ex compagno, Liam Henderson, ora in prestito all’Empoli: “Un grande giocatore ed una grande persona”.

Su che farà dopo che terminerà la carriera di calciatore: “Mi piacerebbe restare nel mondo del calcio. Forse farò il direttore sportivo”.

A.F.


 
  • Beppe

    il 21/05/2020 alle 11:32 “Adesso Che Ci Sei Arrivato”
    puoi tornare nelle tua dimensione, C, al massimo B.