VIRTUS VERONA

Pellacani: Grande anno,
mi ispiro a De Rossi

13/06/2020 08:50

Questa l'intervista esclusiva, rilasciata a Tggialloblu.it, dal giovane difensore della Virtus Verona, Filippo Pellacani.

Il giocatore, classe 1998, ha totalizzato 19 presenze (tutte da titolare) in stagione, un ottimo numero vista la sua prima vera esperienza in un campionato professionistico come la Lega Pro.


"Per quanto riguarda me, per essere la prima stagione in Serie C, sono molto felice di essere riuscito a giocare così tante partite da titolare, è una grande soddisfazione. In realtà pensavo di trovare più difficoltà nel passaggio tra la Serie D e la Lega Pro, ma per fortuna sono riuscito subito ad adattarmi alla categoria.

Quest'anno mi sono ritrovato in coppia centrale con Curto, un altro ragazzo molto giovane e bravo con cui siamo riusciti fin da subito ad avere un'ottima intesa. In partita io ero quello che parlava di più dei due, ma ci guardavamo sempre le spalle a vicenda, chiamandoci l'uomo o le uscite. Devo dire che ho imparato tanto anche dai consigli di compagni più esperti come Sirignano e Santacroce".


Da due anni giochi difensore centrale, prima eri un centrocampista. Quando hai iniziato a capire che la difesa sarebbe stata casa tua?

"Il primo mister che ha visto in me un potenziale difensore è stato Pavanel, quando giocavo nella primavera del Verona. Un paio di volte il mister mi chiese di fare il centrale per emergenza visto che si era fatto male Kumbulla. Il passaggio finale di ruolo è arrivato però l'anno scorso con mister Facci al Villafranca, in Serie D. Quando sono arrivato alla Virtus, ho iniziato poi il ritiro come difensore, anche se Gigi in qualche occasione mi ha schierato ancora da mediano".


La partita più bella e quella più difficile?

"Con la Triestina mi ricordo che c'era Granoche in attacco e sono riuscito contenerlo molto bene, concedendogli pochissimo spazio. Per me era la prima partita da titolare come difensore, davanti avevamo una squadra molto forte ma siamo riusciti a vincere 3-2. Un'altra gara che mi ricordo, in modo negativo invece, è la sconfitta con la Reggiana in casa. Kargbo e Marchi andavano fortissimo e riuscirono a farci tre goal in pochi minuti. Quella partita è stata forse quella più difficile proprio per la bravura degli attaccanti".


C'è un giocatore a cui ti ispiri?

"Potrei dire De Rossi. Visto la mia fede romanista, forse lui è il giocatore che per caratteristiche mi assomiglia di più. Anche lui alla Roma ha fatto sia il centrale di difesa che il centrocampista, riuscendo ad intrepretare enrtrambi i ruoli a seconda delle esigenze. Anche a poi piace molto cercare l'anticipo sugli attaccanti per poi ripartire subito in avanti. Questa è una mia caratteristica che ho da sempre e molto spesso riesci a ingannare l'attaccante perchè non dai l'appoggio per girarsi. Bisogna stare molto attenti però perchè il margine di errore è molto basso".


R.C


 
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