DOPO L'EMERGENZA

Il basket sotto accusa:
Un errore fermare tutto

02/07/2020 10:20

La chiusura anticipata e definitiva del campionato italiano di basket imposta dal coronavirus, accettata come inevitabile al momento della decisione, con la ripartenza di alcune altre discipline, calcio in primis, ha portato non pochi rimpianti tra gli appassionati.

A dar loro voce, è stato anche l'ex ct azzurro Valerio Bianchini, il quale, dopo aver bollato a suo tempo la scelta di Fip e Lega basket come "forma di codardia", ora è tornato a criticare tale "frettoloso errore", per il "silenzio tombale che per mesi ha tolto il basket dai discorsi della gente".

Una scelta che ha anche causato perdite pesanti per un settore che già non navigava in buone acque, mentre la crisi che ha colpito le aziende che per tanta parte sostengono molti club si è riflessa direttamente sui conti.

Una situazione che ha indotto la Lega, insieme a quelle di altri sport, a costituire un comitato per chiedere al governo incentivi sulle sponsorizzazioni alle società professionistiche e dilettantistiche.


Non è pero il caso di disperarsi, sostiene il presidente della Lega Basket Umberto Gandini, "perché fermarci è stato giusto, non potevamo fare altrimenti, e ciò permette ora alle società di ripartire. Non ci sono solo Armani e la Virtus Bologna: pensate agli acquisti fatti da Varese e a Venezia che ha confermato tutta la squadra".

"In ogni caso, non voglio fare alcun tipo di polemica con Bianchini - aggiunge Gandini - perché ho troppo rispetto per tutto ciò che il Vate ha fatto per il basket italiano. Anche se non ho mai tifato per lui - scherza - perché io ero a Varese e lui a Cantù e poi in altre squadre".


Ma, in generale e non risponendo a Bianchini, il presidente LBA tiene anche a sottolineare "che ad oggi in Italia non è ancora permesso praticare gli sport di contatto e quindi giocare a basket. Forse lo si potrà fare in Lombardia da venerdì 10, ma solo al parco e tra ragazzi. Ricordo anche che, dall'inizio del lockdown, molte squadre sono rimaste senza americani, tornati in patria. Per loro, sempre ad oggi, permangono chiusure dei confini e altre norme per chi, comunque, arriva dagli Usa, ovvero l'obbligo di quarantena. Quindi che avremmo dovuto fare?". Gandini probabilmente ignora l'ordinanza del presidente del Veneto, Luca Zaia, che ha già dato il via libera anche agli sport di contatto. Una decisione che peraltro va in contrasto con Protocollo Sanitario della Fip, valido peraltro per i tesserati e non per i semplici "amatori".

Meglio insomma pensare alla stagione che verrà , e infatti la lega Serie A ha già varato il piano per la prossima stagione, con il campionato che sarà a 16 squadre e non a 18 come si sperava, a causa dei problemi economici di molti club. Dopo la rinuncia di Pistoia per problemi di budget, erano state sondate altre squadre ai primi posti della lista per i ripescaggi nella massima serie ma tutte (Verona, Napoli, Ravenna, Forlì e Trapani) hanno declinato l'invito, per mancanza di fondi adeguati.


"Per loro il passaggio dai dilettanti al professionismo avrebbe comportato un aumento del 30-40% dei costi", sottolinea Gandini. Così si è deciso di rinunciare all'idea del torneo a 18 squadre e di andare avanti con quelle rimaste, dopo che Pesaro ce l'ha fatta ad iscriversi, ovvero le 17 della scorsa Serie A meno la rinunciataria Pistoia. Campionato quindi a 16 squadre, con Torino pronta a subentrare nel caso ci siano ulteriori rinunce, ma solo se avrà risolto i suoi problemi legati all'assetto societario.

La squadra piemontese ha infatti lo stesso proprietario di Sassari, che dovrà quindi cedere uno dei due club perché due team che hanno lo stesso 'padrone' non possono disputare lo stesso campionato (uguale regola esiste nel calcio, ad esempio per Lazio e Salernitana). In stand by rimangono Roma ("sono preoccupato", ammette Gandini) e Cremona, che a causa dei loro problemi, e della mancanza di compratori nel caso del club della Capitale, stanno valutando l'ipotesi di auto-retrocedersi.


 
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