CHIEVO VERONA

Aglietti: Vittoria del
gruppo, Play-Off meritati

01/08/2020 00:56
Al termine della vittoria casalinga contro il Pescara, queste le parole del mister del Chievo Verona Alfredo Aglietti:

“Sono contento per come l’abbiamo raggiunto l’obbiettivo Play-Off, cioè giocando un calcio sempre propositivo sia in casa che fuori. Anche stasera non ci siamo accontentati, segnando a due minuti dalla fine. L’atteggiamento che volevo dalla squadra era questo e me l’hanno sempre dato. Sono molto contento per i ragazzi, che nell’ultimo periodo forse hanno subito critiche eccessive. Le sconfitte contro Cremonese e Juve Stabia sono arrivate nonostante buone prestazioni ed è chiaro che l’episodio, come la punizione al 90’ a Cremona, fa vedere in modo diverso le partite. Da quando sono qua ho fatto 12 partite e sono veramente soddisfatto. E’ chiaro che ora non bisogna fermarsi. Adesso viene il bello, abbiamo raggiunto quello che volevamo”.

Lei enfatizza sempre il gruppo, ma in questa fase di stagione c’è stato qualche giocatore particolarmente determinante?

“Sinceramente credo che siano tutti allo stesso li vello: chi gioca e chi non gioca, perché quando si parla di gruppo non ci si riferisce solo agli undici che scendono in campo. Sono importanti anche quello che non giocano, perché durante la settimana alzano il livello degli allenamenti ed è sempre stato così. Magari sono da elogiare proprio i ragazzi che hanno giocato poco, perché si sono sempre allenati in modo serio e intenso per guadagnarsi più spazio. E’ chiaro che il risultato finale premia il lavoro del gruppo, non di un singolo”.

Quanto sono state importanti le due sconfitte contro Cremonese e Juve Stabia per lo scatto finale del Chievo, con tre vittorie in partite molto complicate?

“A Castellammare c’è stato un blackout di 5 minuti, perché se non prendiamo gol subito dopo il 2-0 la partita è finita. Lì ci siamo spaventati, ma sono partite che in un campionato possono succedere. I ragazzi non hanno mai mollato e abbiamo creduto sempre di raggiungere l’obiettivo, nonostante un calendario complicato. Abbiamo visto questa sera il Benevento, che non ha regalato niente e noi abbiamo fatto un’impresa in casa loro. Non era facile neanche giocare col Cittadella, perché perdendo saremmo rimasti invischiati in una situazione diversa di classifica. La squadra sul piano psicologico è stata molto brava. Il campionato, incerto e bellissimo come sempre, si è deciso all’ultima giornata e noi arriviamo al post regular season con tanta fiducia pur affrontando probabilmente la squadra più forte del lotto”.

Si augurava di trovare l’Empoli, oppure avrebbe preferito un’altra avversaria?
“A questo punto una vale l’altra, ma è chiaro che l’Empoli ha una rosa importante e magari si poteva evitare. Passando l’ostacolo rappresentato dagli azzurri, potremmo essere noi la mina vagante dei playoff”.

Lei è già stato ai playoff 12 mesi fa: che aspettative ha?

“Io sono abituato a lavorare, giorno dopo giorno e partita dopo partita. Non mi pongo obiettivi a lungo termine, credo in quello che faccio e cerco di trasmetterlo ai ragazzi. Io ho sempre avuto fiducia in questa squadra, perché vedo come lavora e lo spirito che mette in campo. Siamo contenti di aver raggiunto l’obiettivo e, per arrivare fino in fondo, ci vogliono una serie di fattori che noi dovremo essere bravi a portare dalla nostra parte”.

Tra caldo e dispendio di energie, come si prepara un playoff?

“Si prepara da solo, i ragazzi lo sanno bene quello che ci giochiamo. Anche queste ultime giornate erano dei mini playoff, perché non era la stessa cosa arrivare sesti o settimi. Abbiamo il vantaggio di giocare al Bentegodi, anche se cambia poco visto che giocheremo a porte chiuse”.

Cosa significa arrivare di rincorsa, con tre vittorie nelle ultime tre gare?

“Può essere importante, è quello che ho detto alla squadra. Arrivando così di rincorsa, saremmo stati pericolosi per tutti. Vediamo se il campo ci darà ragione”.

Quale messaggio vuole mandare ai tifosi e che tipo di rapporto ha instaurato con loro?

“Ho avuto sensazioni positive, perché sono un po’ un figlio adottivo di Verona. Penso che ci sia affetto nei miei confronti, così come io amo la città di Verona. Mi dispiace non poter festeggiare insieme a loro, l’accoglienza che ci hanno riservato oggi è stata una carica in più per andare a cercare l’obiettivo. Mi auguro che ci aspettino in tanti anche per la prossima partita, magari per uscire vittoriosi e proseguire il cammino”.




 
  • Penzo11

    il 02/08/2020 alle 15:45 “Caro Aglio”
    C è solo una squadra a Verona